Una situazione che, secondo il Centro Studi Agricoli, risulta addirittura più grave di quella registrata durante la siccità straordinaria dello scorso anno. L’iniziativa nasce dalle numerose e insistenti segnalazioni giunte dagli agricoltori
ALGHERO – Il Presidente del Centro Studi Agricoli, Tore Piana, ha depositato nei giorni scorsi presso la Procura della Repubblica di Sassari un esposto affinché vengano accertate le cause e le eventuali responsabilità che hanno portato al pressoché completo prosciugamento del bacino del Cuga. L’esposto è stato trasmesso, per conoscenza, anche alla Corte dei Conti, alla Prefettura di Sassari, all’ENAS, al Consorzio di Bonifica della Nurra e alla Presidenza della Regione Autonoma della Sardegna. Con l’atto presentato, il Centro Studi Agricoli chiede agli organi competenti «di verificare chi abbia assunto la decisione di svuotare quasi completamente il lago del Cuga, per quali motivazioni e perché non siano state attivate e aperte le paratie del sistema Temo-Cuga per consentire il travaso delle acque dal lago Temo verso il bacino del Cuga, così da salvaguardare le riserve idriche destinate all’irrigazione.»
Secondo il bollettino ufficiale ENAS del 9 luglio 2026, nel lago del Cuga risultano presenti appena 2.147.000 metri cubi d’acqua. Di questi, circa 800.000 metri cubi sono costituiti da acque morte e fanghi, rendendo la quantità realmente utilizzabile estremamente ridotta. Una situazione che, secondo il Centro Studi Agricoli, risulta addirittura più grave di quella registrata durante la siccità straordinaria dello scorso anno. L’iniziativa nasce dalle numerose e insistenti segnalazioni giunte dagli agricoltori associati, fortemente preoccupati per il rischio concreto di non poter irrigare le proprie aziende già nei prossimi giorni.
«Quindici giorni fa – dichiarano Tore Piana, Presidente del Centro Studi Agricoli, e Stefano Ruggiu, Vicepresidente – avevamo convocato una conferenza stampa per denunciare pubblicamente la gravità della situazione. Successivamente abbiamo effettuato un sopralluogo direttamente sulle sponde del lago del Cuga e riunito il Direttivo del Centro Studi Agricoli. Al termine di questo percorso abbiamo ritenuto doveroso predisporre e depositare un esposto-denuncia presso la Procura della Repubblica di Sassari.» «Da questo momento – proseguono Piana e Ruggiu – non spetta più a noi individuare eventuali responsabilità. Saranno la Magistratura e gli organi competenti a verificare se vi siano responsabilità amministrative, contabili o di altra natura. Il nostro compito era quello di rappresentare una situazione che riteniamo estremamente grave e che rischia di provocare danni irreparabili.»
Il Centro Studi Agricoli evidenzia inoltre le pesanti conseguenze ambientali derivanti dal drastico abbassamento del livello del lago, con possibili effetti sulla fauna ittica e sull’intero ecosistema del bacino. ul fronte agricolo cresce la preoccupazione per le colture attualmente in campo, tra cui ortaggi, meloni, angurie, mais, erba medica, oliveti e vigneti, che potrebbero rimanere senza acqua irrigua e andare incontro alla perdita del raccolto per il secondo anno consecutivo. Il Centro Studi Agricoli ricorda inoltre che, ad oggi, gli agricoltori della Nurra non hanno ancora percepito un solo euro degli 8,8 milioni di euro stanziati dalla Regione Sardegna per gli indennizzi relativi alla mancata irrigazione dello scorso anno.
«Se i tempi continueranno ad essere quelli della burocrazia – con la predisposizione del bando, la presentazione delle domande e la successiva istruttoria – gli agricoltori rischiano di ricevere gli aiuti soltanto il prossimo anno, quando molte aziende avranno già subito danni economici gravissimi.» «Abbiamo deciso di compiere questo gesto – concludono Tore Piana e Stefano Ruggiu – perché il silenzio degli enti competenti è diventato assordante e incomprensibile. Gli agricoltori della Nurra meritano risposte immediate, trasparenza e soprattutto la certezza che tutte le decisioni assunte nella gestione della risorsa idrica siano state prese nell’interesse del territorio e nel rispetto della legge.»
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