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Cagliari Oggi › notizie › cagliari › Politica › Regione › Finanziaria 2015 da 7,7 miliardi. Pigliaru: «invertiamo tendenza»
S.A. 9 dicembre 2014
Finanziaria 2015 da 7,7 miliardi
Pigliaru: «invertiamo tendenza»
Capitoli di spesa e obiettivi: la manovra approvata oggi dalla Giunta regionale


CAGLIARI - Sono la fuoriuscita dal Patto di stabilità (cioè la possibilità di spendere senza alcun vincolo tutto quello che la Sardegna incassa, circa 800 milioni in più rispetto al 2014) e la programmazione integrata dei fondi europei (con quelli nazionali e regionali) le due novità della manovra finanziaria 2015 da 7 miliardi e 783 milioni di euro approvata oggi dalla Giunta regionale. Confermato il megamutuo per le infrastrutture da 600 milioni e la riduzione del taglio dell'aliquota Irap per le imprese dal 75% al 25%. Ma questa riduzione, a differenza di quella triennale applicata ora, sarà permanente.

«Ci sono troppi soldi non spesi negli anni scorsi, con un danno enorme per la Sardegna. È il momento di invertire la tendenza spendendo prima, e bene, i fondi Ue e poi quelli regionali. E poi, l'altra grande novità: basta con gli assurdi vincoli del patto di stabilità, d'ora in poi spendiamo tutto quello che entra nelle nostre casse per dare risposte certe a territori, istituzioni, categorie sociali. La crescita, poi, passa anche da riforme a costo zero che non entrano in finanziaria ma fanno pienamente parte delle politiche di sviluppo della coalizione di governo. Stiamo parlando di riorganizzazione e riforma della Regione, legge urbanistica, semplificazione, attrazione degli investimenti dall'estero, valorizzazione del patrimonio» ha spiegato il presidente Pigliaru.

Entrate previste. Ci sono 6 miliardi e 589 milioni di fondi regionali fra entrate tributarie, extra tributarie, alienazioni e mutui, 145 milioni di trasferimenti correnti, 850 di trasferimenti in conto capitale. 197 milioni arrivano dalla programmazione dei fondi Por 2014-2020 (di cui 127 FESR e 70 FSE), a cui si aggiunge un milione di altri trasferimenti Ue. "La spesa delle risorse del ciclo 2007-2013 è in forte ritardo, ed è inaccettabile rischiare di perdere 600 milioni in un momento come questo”, sottolinea il vicepresidente della Regione e assessore del Bilancio Raffaele Paci. “Perciò per invertire la tendenza, abbiamo iscritto nel bilancio 2015 le annualità 2014-2015 dei fondi Fesr e Fse, a cui si somma la quota del 2015 del fondo FEASR. In totale 520 milioni di cui 440 di fonte comunitaria e nazionale e 80 di cofinanziamento regionale, da usare immediatamente".

Piano regionale infrastrutture. Avrà un valore di 600 milioni di euro, verrà realizzato a partire dal 2015 nell'arco di 8 anni e sarà finanziato con un mutuo. Il Piano finanzierà interventi su: edilizia scolastica, sistema viario, infrastrutture portuali, sistema idrico integrato (potabile, fognario-depurativo), settore idrico multi settoriale, opere di mitigazione del rischio idrogeologico (se non finanziate da risorse nazionali). "Oltre a colmare in parte il gap che grava sulla Sardegna, il Piano infrastrutture servirà ad aprire decine di cantieri, creare nuova occupazione e concorrere quindi al rilancio dell'economia locale", assicura l'assessore Paci.

Irap. La Giunta stabilizza a tempo indeterminato il taglio dell'Irap (che era al 70% ma solo per tre anni fino al 2015) portandolo a una quota fissa del 25% che si somma al taglio voluto dal governo nazionale con la legge di stabilità, la azzera per i primi 5 anni di attività delle nuove imprese e continua a garantire l'aliquota più bassa d'Italia (2,93%), mantenendo allo stesso tempo l'Irpef alla soglia minima prevista (1,23%) e non introducendo i ticket sanitari. "Stiamo difendendo in tutti i modi lo stato sociale e non alziamo le tasse - sottolinea Paci - Ridurre il taglio dell'Irap era necessario per poter rendere il provvedimento permanente e sostenibile, a tutela delle imprese che avranno così certezza anche per il futuro".

Partecipate. La spesa per il personale e il funzionamento della Regione, degli enti e delle partecipate regionali è stata ridotta del 4,4%, passando da 813 milioni del 2014 a 777 del 2015. Particolare attenzione è stata posta alla revisione della spesa nella sanità, che assorbe circa la metà delle risorse regionali, il cui target è stato fissato nel valore dl fabbisogno CIPE (2886 milioni), più 57 milioni di extra Lea: saranno riorganizzate Asl e rete ospedaliera e razionalizzate le spese farmaceutiche anche per liberare risorse per altre politiche di sviluppo.

Capitoli di spesa. Le spese obbligatorie della Regione (da quelle istituzionali agli stipendi per il personale fino a continuità territoriale, fondo perenzioni e rate mutui) ammontano a 2 miliardi e 306 milioni (5 miliardi e 320 milioni con la Sanità). Per l'Istruzione la Giunta nel 2015 spenderà 211 milioni, 140 per il Lavoro, 190 per le Imprese, 284 per l'Agricoltura, 125 per Turismo, Cultura e Sport. Tre miliardi e 23 milioni per la Sanità, 244 milioni per l'Inclusione sociale, 380 per la Protezione dell'ambiente, un miliardo e 89 milioni per le Infrastrutture, 327 per la Mobilità, 88 per il Territorio, 60 per Semplificazione e Qualità istituzionale e, infine, un miliardo e 793 milioni per Istituzioni, Enti locali, Gestioni finanziarie e Spese obbligatorie.

Nella foto: il presidente Pigliaru con l'assessore Paci
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