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S.A. 4 marzo 2011
Polsarda in rosso: stato di agitazione
L’azienda di vigilanza che conta oltre 200 dipendenti tra portieri e guardie particolari giurate, dal 2008 attraversa una crisi di liquidità che gradatamente si è ripercorsa nella erogazione degli stipendi


SASSARI - L’azienda di vigilanza Polsarda conta oltre 200 dipendenti tra portieri e guardie particolari giurate (armate) distribuite fra le province di Sassari, Olbia-Tempio e Cagliari. Per una serie di vicissitudini, non di responsabilità dei lavoratori, ormai dal 2008 attraversa una crisi di liquidità che gradatamente si è ripercorsa nella erogazione degli stipendi.

Il ritardo, divenuto ormai cronico è nelle media di due - tre mensilità.
Teniamo conto che questo settore non è in crisi, anzi. Da tutta una serie di incontri con la Direzione Aziendale si evidenzia una forte responsabilità anche da parte della Asl n. 1, per la quale la società svolge quasi l’80% del proprio lavoro, la quale vanta attualmente un debito nei confronti dell’azienda di oltre 800mila euro. La stessa Direzione Sanitaria riconosce questa situazione debitoria ma sostiene che non avendo abbastanza risorse e non potendo accedere ai fondi riserva, rispetto al patto di stabilità, non può, in continuità, pagare quanto dovuto.

Questi ritardi hanno comportato nella vita dei lavoratori un notevole dissesto economico, intaccando anche i bilanci familiari, erodendo sempre più la capacità di poter provvedere alle necessità primarie e agli impegni finanziari assunti, sobbarcandosi, inoltre, di onerosi interessi passivi e di mora, che sicuramente non saranno più in condizione di poter recuperare, producendo per molti anche la vergognosa ed umiliante situazione di “cattivo pagatore” o addirittura vedersi pignorare beni, ridurre la potenza dell’energia elettrica, ricevere avvisi di sfratto.

Una situazione complessiva, che mina fortemente anche lo stato psichico e morale delle persone, che per la caratteristica del lavoro che svolgono richiede la necessaria serenità. Questa è la realtà dei lavoratori della Polsarda, che ad oggi vanno avanti con il 30% dello stipendio di dicembre e che da tre anni a questa parte si sono prodigati con il loro lavoro a sostenere l’azienda, ponendo fiducia nelle richieste e dichiarazioni da parte del titolare e che da tre anni con il sindacato tentano mediazioni e cercano soluzioni, anche con il coinvolgimento delle istituzioni.

Per questo motivo, ormai esausti, hanno dichiarato lo stato di agitazione e programmato diverse azioni e manifestazioni che possano contribuire a smuovere questa triste situazione, consapevoli che questa situazione non può più essere tollerata. E’ tempo che ognuno faccia la propria parte e si assuma le proprie responsabilità. Si devono creare le condizioni affinché si possa lavorare e così sostenere le proprie famiglie e recuperare la propria dignità personale e lavorativa.
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