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Cor 9:01
Energia dalle onde, sperimentazione a Capo Galera
Il Parco di Porto Conte e il Politecnico di Torino insieme per sperimentare e migliorare un sistema capace di valorizzare l’energia del mare, del sole e del vento


ALGHERO - Prosegue il percorso di innovazione e ricerca sulle energie rinnovabili nel territorio del Parco Naturale Regionale di Porto Conte dove, dopo il progetto Waves4Water, il progetto europeo VAGUE porta avanti lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per una gestione più sostenibile delle risorse energetiche e idriche. Dopo la prima installazione avvenuta nel 2023, negli scorsi giorni il prototipo WEPA, rinnovato e dotato di nuova strumentazione, è stato trasportato dal porto di Alghero e rimesso in mare nel sito di installazione, a circa 500 metri da Capo Galera, all’interno dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Le attività sono state svolte dal Politecnico di Torino, dalla società SEAform srl, spin-off dello stesso Politecnico, e dalla società NelBlu snc.

Al centro dell’iniziativa, rientrante nel progetto europeo VAGUE che è un Interreg Italia – Francia marittimo di cui il Parco di Porto Conte è partner, c’è la sperimentazione di un prototipo installato nel mare di Alghero, progettato per sfruttare in modo integrato tre fonti rinnovabili: il moto ondoso, l’energia solare e quella eolica. Un’esperienza che mette in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica e tutela ambientale, con l’obiettivo di valutare le potenzialità di sistemi energetici utilizzabili anche in contesti isolati e difficilmente raggiungibili. Il progetto è promosso dal Parco di Porto Conte in collaborazione con il Politecnico di Torino e si inserisce in una strategia orientata a migliorare l’autonomia energetica delle strutture e delle attività presenti nell’area protetta, riducendo la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali.

Il sistema WEPA (Water Energy Point Absorber) è una soluzione tecnologica ibrida che combina un dispositivo galleggiante per la conversione dell’energia delle onde con sistemi fotovoltaici e micro-eolici. Il sistema è stato concepito per alimentare anche un processo di dissalazione dell’acqua marina, con l’obiettivo di ottenere acqua dolce attraverso un sistema integrato. Il posizionamento del prototipo in ambiente marino rappresenta un passaggio importante per verificare il funzionamento della tecnologia in condizioni reali, raccogliere dati sulle prestazioni e approfondire le possibilità di miglioramento del sistema. La sperimentazione consente di studiare il contributo delle diverse fonti rinnovabili, la loro integrazione e la capacità del dispositivo di rispondere alle caratteristiche e alle condizioni meteo-marine del territorio

Le prime verifiche dopo l’installazione hanno confermato il corretto funzionamento del sistema e della strumentazione di bordo; la campagna di monitoraggio proseguirà nei prossimi mesi, così da osservare il comportamento del dispositivo nelle diverse stagioni e condizioni meteo-marine.
La collaborazione tra il Parco di Porto Conte e il mondo della ricerca universitaria rappresenta un’opportunità per promuovere nuove soluzioni nell’ambito dell’energia blu, valorizzando le risorse naturali del Mediterraneo e le competenze scientifiche e tecnologiche.

«Il mare di Alghero si conferma un contesto di interesse per la ricerca sulle tecnologie capaci di trasformare le risorse naturali, in particolare tramite "moto ondoso", in opportunità di sviluppo sostenibile. Attraverso VAGUE, il Parco di Porto Conte rafforza il proprio impegno nella sperimentazione di soluzioni innovative che coniugano tutela del territorio, ricerca applicata ed efficienza nell’utilizzo delle risorse. L’attività di monitoraggio e miglioramento del prototipo potrà contribuire ad ampliare le conoscenze sulle potenzialità delle energie rinnovabili integrate e a individuare possibili applicazioni future a beneficio del territorio e delle comunità locali», così Giulio Plastina, direttore del Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana.

«Riportare in mare WEPA ci permette di osservare un sistema ibrido onde-sole-vento in condizioni reali, che nessuna vasca di laboratorio può riprodurre fino in fondo. Il prototipo è completamente strumentato: i dati che raccoglieremo ci aiuteranno a validare i nostri modelli numerici e a progettare dispositivi sempre più affidabili e integrati con l’ambiente marino», spiega Sergej Antonello Sirigu, ricercatore del Politecnico di Torino e co-fondatore di SEAform. Il progetto VAGUE ha l’obiettivo di far crescere nel Mediterraneo la filiera dell’energia da moto ondoso portando queste tecnologie dalla ricerca al mare e individuando anche le aree con il potenziale più alto.
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