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Cor 10:29
Riforma Parchi: parla Punta Giglio Libera
L’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco APS interviene pubblicamente in merito al dibattito sulla riforma della governance delle aree protette regionali, di stretta attualità politica ad Alghero


ALGHERO – «Dal 1999 il Parco naturale regionale di Porto Conte attende il suo Piano, lo strumento fondamentale per definire regole, obiettivi e limiti della gestione dell’area protetta. Oggi, mentre si discute della riforma dei parchi regionali sardi, il confronto istituzionale ad Alghero sembra concentrarsi esclusivamente su chi dovrà governare e su quale peso numerico dovrà conservare il Comune, tradendo l’ostinazione della politica a voler decidere le sorti del territorio sulla base di meri equilibri di potere, anziché su comprovate competenze scientifiche. La situazione di Porto Conte rappresenta un vero e proprio vulnus nel panorama sardo». Questa la posizione ufficiale dell’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco APS in merito al dibattito sulla riforma della governance delle aree protette regionali, di stretta attualità politica ad Alghero.

Secondo Maria Antonietta Alivesi (nella foto) e compagni, il quadro regionale aggiornato a questo autunno del 2026 mostra una disparità gestionale inaccettabile. Parco di Tepilora: Il Piano è pienamente operativo ed esecutivo da gennaio 2025; Parco di Molentargius - Saline: La Giunta regionale ha approvato il Piano in via definitiva a dicembre 2025, colmando un vuoto storico di oltre 25 anni; Parco di Gutturu Mannu: Il Piano del Parco è stato ufficialmente adottato a settembre 2026, a seguito della conclusione positiva della fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS); Parco di Porto Conte: Resta l’unica area protetta regionale drammaticamente priva di uno strumento di pianificazione definitivo. «La proposta originaria è rimasta a lungo insabbiata e, proprio in queste settimane di ottobre 2026, la maggioranza del Consiglio comunale si oppone all’iter della riforma pretendendo che lo strumento sia sottoposto al voto dell’assemblea cittadina, prolungando di fatto uno stallo che dura da 27 anni».
L’associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco APS non è contraria al superamento del modello dell’Azienda Speciale. Riteniamo tuttavia indispensabile che si affrontino i limiti strutturali che hanno condotto a questo fallimento: «le frequenti paralisi dell’Assemblea legate alla mancanza del numero legale e la mancata costituzione del Comitato Tecnico-Scientifico previsto dallo Statuto. Non nominare il CTS per quasi tre decenni ha permesso alla politica locale di muoversi senza fastidiosi "intralci" scientifici, mantenendo il monopolio decisionale ed escludendo la competenza tecnica a favore di logiche consiliari. In ventisette anni, l’unica volta in cui il Piano è stato finalmente portato all’attenzione dell’Assemblea, è stato drammaticamente cassato a causa dell’ostinazione a voler discutere carte dell’ultimo minuto, depositate all’improvviso e mai viste prima dai consiglieri. Un metodo inaccettabile che ha inevitabilmente provocato il rigetto del testo, prolungando lo stallo. Questo vuoto di pianificazione ha favorito un modello in cui la valorizzazione turistica e le esigenze degli operatori economici hanno assunto un ruolo centrale, persino in contesti di elevatissimo valore naturalistico. Nelle aree protette, e in particolare nei siti della Rete Natura 2000, è la conservazione degli ecosistemi a dover determinare delle condizioni della fruizione, e non il contrario».

A dimostrazione di questa deriva, l’associazione richiama un caso concreto. Nell’istruttoria sul rinnovo delle installazioni turistiche a Cala Porticciolo, lo stesso Servizio ambientale del Parco documenta il drammatico declino della specie protetta Anchusa crispa: si è passati dai circa 500 individui adulti del 2006, a soli 5-10 nel 2024, fino ad arrivare a zero individui rilevati nel 2025, secondo i dati scientifici riferiti dal professor E. Farris dell’Università di Sassari. L’istruttoria segnala camminamenti, calpestio diffuso e una possibile sottrazione permanente di habitat dunale, riconoscendo un rischio di imminente estinzione locale. Nonostante questo quadro, l’8 gennaio 2026 la Direzione del Parco ha espresso parere favorevole allo screening di incidenza e ha rilasciato il nulla osta alla prosecuzione dell’attività turistica, affidandosi a semplici prescrizioni e a un monitoraggio triennale, senza richiedere il passaggio alle fasi successive della Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). Quando gli stessi atti dell’ente documentano un rischio così grave, perché la risposta consiste nel consentire la prosecuzione delle attività? Lo stesso interrogativo vale per la presenza di chioschi e parcheggi collocati a brevissima distanza dalla ZSC terrestre e marina, sui quali è urgente valutare gli effetti cumulativi delle trasformazioni.

Oltre la retorica: cosa spaventa davvero la politica algherese, domandano da Punta Giglio Libera: Come associazione intendiamo fare chiarezza - prosegue la nota -« la politica locale non vede la scienza o i tecnici indipendenti come l’unica minaccia, ma li utilizza come paravento per mascherare il timore di perdere il controllo economico e urbanistico sul territorio. La nuova bozza di legge regionale mette in crisi un modello che per trent’anni ha fatto comodo a tutte le amministrazioni, basato sulla gestione "caso per caso" attraverso deroghe e nulla osta singoli. Questo meccanismo ha finora permesso di assecondare le richieste degli operatori economici locali senza i vincoli invalicabili di un Piano definitivo. L’apertura a Regione e Città Metropolitana spaventa perché sottrae al Consiglio comunale il monopolio esclusivo sulla pianificazione di oltre la metà del territorio di Alghero. La resistenza che si registra in queste settimane a Porta Terra non è una difesa della democrazia partecipata, ma il disperato tentativo di mantenere spazi di manovra e discrezionalità politica su un patrimonio collettivo che appartiene a tutti, e non a una coalizione di turno».

Le richieste precise di Punta Giglio Libera alla Regione Sardegna: Chiediamo di chiarire formalmente lo stato della pianificazione del Parco, le ragioni di un ritardo lungo 27 anni e quali garanzie strutturali introdurrà la nuova legge per assicurare competenze tecnico-scientifiche indipendenti e vincolanti.
Al Comune di Alghero e all’Ente Parco: Chiediamo di rendere pubblici tutti gli atti e le attività finora svolte per la formazione del Piano del Parco, indicando ai cittadini un cronoprogramma certo e verificabile per la sua definitiva approvazione. All’Ente Parco: Chiediamo di chiarire ufficialmente i motivi per cui il Comitato Tecnico-Scientifico non è mai stato costituito e quali iniziative urgenti intenda assumere per colmare questa gravissima carenza statutaria. All’Ente Parco e agli Uffici Regionali competenti: Chiediamo di rendere immediatamente disponibili gli esiti aggiornati del monitoraggio sull’esistenza dell’Anchusa crispa a Cala Porticciolo e di verificare se la prosecuzione dell’attività turistica sia realmente compatibile con gli obiettivi di tutela del sito. A tutte le istituzioni competenti: Chiediamo una verifica rigorosa degli impatti degli interventi antropici nelle aree dunali e in prossimità della ZSC marina, tenendo conto degli effetti cumulativi sul territorio e della reale attuazione delle prescrizioni ambientali.

«Dopo ventisette anni di attesa, la comunità non ha bisogno di nuove dichiarazioni d’intenti o di bracci di ferro per le poltrone, ma di atti pubblici, scadenze verificabili e responsabilità precise. Il Parco ha bisogno di un Piano, di scienza e di decisioni capaci di anteporre la conservazione della natura agli interessi economici contingenti.Il valore di una comunità si misura dalla qualità del patrimonio naturale che sa tramandare, non dal numero di poltrone che la politica riesce a occupare. Chi per quasi trent’anni ha bloccato il Piano del Parco per logiche di schieramento e blitz dell’ultimo minuto, dovrebbe oggi comprendere che la vera autonomia di Alghero si difende solo fondando le scelte su una politica alta, libera da spartizioni e alleata della scienza» chiude la nota pubblica.
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15/10/2026
I capigruppo consiliari di maggioranza ad Alghero ribattono alle opposizioni sulla futura legge di governance dei parchi regionali in discussione a Cagliari



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