Grazie al Progetto tender Neptune finanziato dalla Regione autonoma della Sardegna, l’Università di Cagliari ha costruito una imponente banca dati multidisciplinare ed impostato ed avviato una rete di monitoraggio basato su sistemi di misura ad alta tecnologia delle coste, delle masse d´acqua e dei fondali marini del golfo di Cagliari
CAGLIARI - Grazie al Progetto tender Neptune finanziato dalla Regione autonoma della Sardegna, l’Università di Cagliari (ed in particolare il team di ricercatori guidato da Sandro Demuro, docente di Morfodinamica e conservazione dei litorali) ha costruito una imponente banca dati multidisciplinare ed impostato ed avviato una rete di monitoraggio basato su sistemi di misura ad alta tecnologia delle coste, delle masse d'acqua e dei fondali marini del golfo di Cagliari. L’attività realizzata ha consentito di cartografare l'area costiera compresa tra Villa D'Orri e Margine Rosso ed avere oggi in custodia la memoria geologica e storica dei sedimenti: i ricercatori hanno studiato, catalogato ed archiviato 1200 campioni, custoditi nella Banca del sedimento, che oggi dunque rappresenta il dna geologico delle spiagge del golfo di Cagliari, indispensabile per qualsiasi azione di ripristino futuro.
L’attività svolta ha consentito anche di formare giovani con altissime competenze sui temi della prevenzione e della gestione dell'erosione costiera con quattro tesi di laurea e due dottorati di alta formazione e di impiegare questi giovani, anche se solo per la durata del Progetto, nel Mediterranean coastal and marine laboratory “Medcoastlab”. Infine, è stato sperimentato e rinforzato il rapporto con le imprese sarde ad alta specializzazione.
«Restano da cogliere le nuove sfide – ha spiegato Demuro - organizzativa, perché bisogna superare la carenza di conoscenza sui meccanismi elementari di funzionamento delle spiagge tra i fruitori e gli attuali soggetti gestori mediante specifici progetti di comunicazione, informazione e formazione; organizzativa, puntando ad avere un unico soggetto competente capace di gestire le coste su basi scientifiche e capace di dare risposte normative e gestionali in tempi adeguati alle modificazioni rapidissime dei sistemi di spiaggia indotte dalle pressioni dell'uomo. E' infine, decisiva, la sfida della gestione: sulla base delle buone pratiche riscontrate, tra le tante cose da fare essa richiederebbe nell'immediato l’inserimento di una authority per ogni spiaggia: una sorta di direttore dei lavori che abbia le indispensabili competenze scientifiche naturalistiche necessarie per gestire un ambiente delicatissimo come il sistema spiaggia-duna ove litosfera, atmosfera, biosfera, idrosfera interagiscono con modificazioni ad altissima frequenza e per effetto di usi antropici troppo spesso non compatibili con la conservazione del bene».
«Facciamo sistema con il territorio – ha aggiunto il rettore dell'Università degli studi di Cagliari Maria Del Zompo - Noi formiamo giovani motivati e preparati sui temi dell'ambiente, con particolare riferimento al contesto sardo. La nostra offerta formativa è assolutamente competitiva, i nostri corsi di laurea coprono tutti gli argomenti trattati e sviluppano progetti importanti. I nostri gruppi di ricerca sono tra i primi in Europa, da diversi Paesi del mondo vengono a Cagliari per studiare e fare ricerca su questi temi: ora abbiamo bisogno che Regione e Comune ci dicano cosa vogliono fare per lo sviluppo e la tutela del nostro ambiente. Noi siamo pronti, anche per partecipare ad un grande progetto condiviso».
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