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A.B. 28 luglio 2016
Cala Gonone Jazz Festival 2016: esordio col botto
Inizia bene la 29esima edizione della manifestazione presentata dall'associazione Intermezzo. Teatro gremito per il fusion degli Yellow Jackets. Domani, Massimo Bray all'Acquario dialogherà su cultura e turismo


DORGALI - Una prima serata che ha riempito il teatro di Cala Gonone quella di ieri (mercoledì). Con le esposizioni di Crisponi, Tondo e Fois (la cui visione sarà possibile ogni giorno, fino alla fine del festival) è stata servita una frugale, ma succulenta degustazione di benvenuto a base di vini e formaggi di Dorgali e altri invitanti assaggi. I primi curiosi non si fanno attendere e, seguiti dagli habitué e dagli amanti della musica, hanno iniziato ad accedere alle sale ed infine al teatro, fin dai primi momenti gremito e strepitante.

L’atteso arrivo degli Yellow Jackets non ha infatti scontentato il pubblico, ormai sempre più esigente, colto e stimolante anche per chi, gli eventi, li organizza. Tra gli astanti, anche il direttore editoriale della Treccani ed ex-ministro Massimo Bray, in veste di appassionato e cultore del jazz. Il quartetto composto da Russell Ferrante al piano e le tastiere, Bob Mintzer al sax e l’ewi, il “nuovo acquisto” Dane Alderson al basso e Will Kennedy alla batteria, ha scalzato definitivamente l’idea del fusion jazz come genere di nicchia, coinvolgendo tra applausi entusiasti ed acclamazioni a gran voce i presenti. I quattro strumentisti si sono esibiti con alcuni nuovi brani e pezzi improvvisati riservandosi ognuno la propria parte in solo, tra la potenza dei fiati di Mintzer, il sei corde di Alderson, le melodie sincopate e Kennedy e l’estro di Ferrante, ancora legatissimo al festival e Cala Gonone dopo ben ventisette anni dalla sua prima partecipazione.

Domani, venerdì 29 luglio, alle ore 11.30, all’auditorium delle Grotte del Bue Marino sarà il turno di Mauro Usai, con il progetto “Ethnico, my wind instruments”, inciso nel 2015, tramite il quale l'artista convoglia le diverse esperienze di teatro, danza, video e concerti canalizzandoli nella sua passione per gli strumenti a fiato (flauto traverso, sax tenore e soprano, quena, sikus, bansuri, dizi e pipjolos). La sua è una curiosità che gli ha consentito di muoversi verso strade ancora mai battute, percependo la magia del soffio che si tramuta in suono, articolandosi verso la complessità della musica. Un atto che lui definisce simile a quello dell’artigiano, che crea, plasma, dà forma.

Le degustazioni all’Acquario, alle 19.30, saranno da godersi grazie a due eventi degni di nota. A rendere omaggio al festival e quello che rappresenta, il direttore editoriale della Treccani, nonché nuovo presidente del Salone del Libro di Torino Massimo Bray. L’ex ministro dei Beni e delle Attività Culturali si confronta col giornalista Giuseppe Deiana in un tema caro alla manifestazione: il turismo sostenibile, di qualità e culturale. A seguire, il Trio Mum (Mario Massa alla tromba, Michele Uccheddu alle percussioni e Valter Mascia al sax soprano) in un’esibizione che riunisce diversi ambienti sonori in un meticciato che ha come background il jazz, la musica classica e l’etnica. Il Teatro Comunale aprirà le sue porte alle ore 22. Sul palco, Mauro Sigura 4et (Mauro Sigura all'oud, Gianfranco Fedele al piano ed elettronica, Alessandro Cau alla batteria, sbirofono ed elettronica, Tancredi Emmi al contrabbasso) con una concezione del blues e della world music reinterpretata anche grazie all’ausilio di strumenti appartenenti a tradizioni altre. Dal 2013, Sigura inizia a lavorare con Fedele, Cau ed Emmi al progetto Mauro Sigura 4et: “The Colour identity”, un progetto in cui le sue composizioni (insieme a quelle dei suoi tre “compagni di viaggio”) si incontrano in un caleidoscopio di suoni, colori e linee di frontiera per tracciare una linea musicale immaginaria capace di unire le sonorità Mediterranee ed i ritmi africani con le atmosfere sonore del nord Europa. La manifestazione si concluderà sabato, con Baba Sissoko in Grotta, Frisko Abate, Francesca Saba e Stefano Guzzetti all’Acquario e Michael Blake in Teatro.

Nella foto: Mauro Usai

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