Indagine della Procura a Cagliari rispetto lo smaltimento illegale di materiale tecnologico della Regione. A finire agli arresti un impiegato del capoluogo turritano
CAGLIARI - Campi rom come grandi discariche. Non è una novità. Un grave problema che, in una regione come la Sardegna che dovrebbe vivere di turismo, va all'opposto rispetto delle virtuose politiche ambientali. Ed è cosi che volta per volta nelle varie indagini vengono a galla comportamenti incivili anche dagli stessi sardi che ne approfittano dei legami con le popolazioni rom e, spesso con la loro collaborazione, usano questi insediamenti come immondezzai. In particolare per i rifiuti ingombranti e nocivi.
A Cagliari da tempo era stata avviata un'indagine della Procura su alcuni vecchi computer e altro materiale tecnico non più utilizzato dalla Regione e smaltito illegalmente nell'area che ospitava i nomadi lungo la statale 554. In questo caso a finire nel mirino degli inquirenti sarebbe Pietro Porcu, 52enne, impiegato.
La vicenda vedrebbe l'uomo coinvolto in uno smaltimento abusivo di rifiuti. Invece di essere trasportati nei luoghi indicati dal Comune e dall'azienda che si occupa del servizio di igiene urbana, gli stessi venivano buttati nel campo rom e bruciati. Diverso il materiale individuato che farebbe parte delle apparecchiature della Regione.
Commenti