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S.A. 21:35
Bilancio di Coldiretti Sardegna in quattro tappe
Milioni di euro impantanati e lontani dalle aziende, in particolare dai giovani agricoltori, che dovrebbero rappresentare il futuro del comparto. È da questa fotografia, tutt’altro che rassicurante, che è partito da Oristano il primo dei quattro incontri territoriali promossi da Coldiretti per fare il punto sulle criticità che continuano a frenare i settori agrozootecnici dell’Isola


ORISTANO - A oltre metà della programmazione agricola 2023-2027 sono ancora troppi i milioni di euro impantanati e lontani dalle aziende, in particolare dai giovani agricoltori, che dovrebbero rappresentare il futuro del comparto. È da questa fotografia, tutt’altro che rassicurante, che è partito da Oristano il primo dei quattro incontri territoriali promossi da Coldiretti per fare il punto sulle criticità che continuano a frenare i settori agrozootecnici dell’Isola, uno dei motori economici più importanti del territorio. Il confronto, incentrato in questa prima tappa sul tema dei bandi e della programmazione regionale, ha restituito uno spaccato emblematico delle difficoltà in atto. Sul bando investimenti, ad esempio, risultano ancora fermi 107 milioni di euro: di questi, 75 milioni già programmati ma bloccati dalle maglie della burocrazia e altri 32 milioni che non sono stati nemmeno messi a bando. Una situazione che pesa in modo particolare sui giovani, se si considera che l’ultimo bando per il primo insediamento risale ad giugno 2022 e che, sulla nuova programmazione, devono essere ancora programmati almeno 40 milioni di euro per circa mille giovani agricoltori in attesa di risposte concrete.

Da qui la richiesta, emersa con forza dalla platea numerosa che si sono resi protagonisti all’incontro di Oristano portando il loro contributo, di accelerare su una partita decisiva per dare prospettive reali alle aziende e futuro alle nuove generazioni, in un contesto in cui i costi di produzione continuano a crescere e la sostenibilità economica di molte imprese è sempre più a rischio. L’incontro di Oristano ha aperto una settimana di confronto promossa da Coldiretti che attraverserà i territori dell’Isola con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito politico e istituzionale le difficoltà dei settori primari, ma anche le proposte che arrivano direttamente dalle campagne. Un’iniziativa pensata non come semplice protesta, ma come occasione di confronto concreto con la politica regionale, per mettere sul tavolo analisi e soluzioni operative. In questo senso, Coldiretti intende accompagnare e sollecitare anche il nuovo assessore regionale affinché si possano attivare rapidamente strumenti efficaci: per le aziende agricole, il fattore tempo resta decisivo.

Per il presidente di Coldiretti Oristano, Paolo Corrias «i ritardi accumulati nella programmazione e l’immobilismo amministrativo stanno impedendo a molte imprese di cogliere opportunità fondamentali, soprattutto per i giovani che vorrebbero investire in agricoltura - dice - non è semplice recuperare anni di stallo, ma oggi servono scelte chiare e assunzioni di responsabilità: personale qualificato nei ruoli giusti, una riforma dell’assessorato e degli enti regionali e un investimento serio sulla formazione per rendere la macchina pubblica più efficiente». Emanuele Spanò, direttore Coldiretti Oristano ha aggiunto: "Senza tempi certi e procedure snelle diventa impossibile programmare investimenti e garantire continuità alle imprese agricole". Spanò ha ribadito il lavoro sindacale portato avanti da Coldiretti sui tavoli regionali per sbloccare la programmazione e accelerare i pagamenti, evidenziando come la credibilità delle istituzioni passi anche dalla capacità di rispettare gli impegni presi con le aziende. Un tema, quello dell’efficienza amministrativa, che per Coldiretti è centrale per ridare fiducia agli imprenditori agricoli e creare le condizioni per nuovi investimenti, soprattutto in una fase in cui l’incertezza economica rende ogni scelta ancora più delicata.

A delineare il quadro generale è stato il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu: «Abbiamo bisogno di giovani che credano in questo comparto ma i giovani vanno sostenuti e oggi mancano le condizioni per farlo. Vogliamo costringere la politica a dare risposte concrete: troppo spesso si parla di agricoltura solo quando emergono le crisi». Ampio spazio è stato dato anche agli interventi di agricoltori e allevatori presenti in sala, molti dei quali giovani. Dalla platea è emerso il racconto di anni di ritardi nei pagamenti e della difficoltà, per molte aziende, di pianificare il futuro. Un confronto diretto che ha ribadito un messaggio chiaro: senza risorse certe, tempi rapidi e una visione di sviluppo strutturata, il futuro dell’agricoltura sarda resta appeso a troppe incognite. In chiusura è intervenuto il presidente della Commissione Attività produttive e Agricoltura del Consiglio regionale, Antonio Solinas, che ha assicurato l’impegno a portare le istanze emerse all’attenzione della politica regionale, sottolineando l’importanza di un dialogo costante con il mondo agricolo. Il ciclo di incontri proseguirà nelle prossime tappe: venerdì a Sassari, sabato nel Nuorese e successivamente a Cagliari, con l’obiettivo di trasformare il confronto con i territori in proposte operative da portare sui tavoli istituzionali.
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13/1/2026
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