L’ultimo è stato effettuato nella notte del 28 febbraio scorso su una paziente di cinquanta anni arrivata da Pistoia a bordo di un aereo militare
SASSARI - Centro Trapianti di rene dell’ospedale civile “SS. Annunziata” di Sassari raggiunge quota duecento. Tanti infatti sono i trapianti realizzati nell’ospedale sassarese dal 1989 ad oggi. L’ultimo è stato effettuato nella notte del 28 febbraio scorso su una paziente di cinquanta anni arrivata da Pistoia a bordo di un aereo militare. Il rene donato invece arrivava da Messina. «La paziente, che si trova ricoverata nel reparto di Nefrologia e trapianti, al momento – hanno fatto sapere i medici – sta bene». Il trapianto di rene numero duecento è un traguardo importante per il Centro sassarese, cresciuto notevolmente negli ultimi anni anche grazie alla spinta che il primario di Nefrologia Dialisi e Trapianti Giovanni Battista Sorba, deceduto improvvisamente il 24 febbraio dello scorso anno, riuscì ad imprimergli e a cui va dedicato questo risultato. «Quello raggiunto in questi giorni è un risultato che ci rende orgogliosi del lavoro realizzato in questi anni - afferma Maria Cossu, responsabile dell’Unità di Nefrologia e Trapianti dell’Ospedale Sassarese - Nel novembre 2004 il nostro Centro è stato sottoposto ad “Audit”, cioè a controllo dell’attività, da parte del Centro Nazionale Trapianti del Ministero della Salute che ha dato un giudizio di “eccellenza”». «Con l’attività svolta sinora, – afferma Pier Paolo Manca responsabile dell’Unità di Chirurgia dei Trapianti – il Centro Trapianti dell’Ospedale civile è riuscito a soddisfare quasi tutte le necessità dei pazienti del Nord Sardegna». «Ma sono ormai tanti anche i pazienti provenienti da altre regioni – aggiunge Giampiero Bo, coordinatore locale dei trapianti – tra queste la Campania, la Lombardia, la Toscana e la Liguria». Un modo per ricambiare quanto è stato fatto per i sardi nel passato si potrebbe aggiungere, quando, per essere sottoposti a trapianto di rene, i pazienti erano costretti a recarsi negli ospedali del nord Italia o all’estero, Parigi e Bruxelles. Esprime soddisfazione per il risultato anche il direttore generale dell’Asl n. 1 di Sassari, Bruno Zanaroli: «Si tratta di un dato importante perché qualifica il Centro, che è già un punto di riferimento nell’isola – afferma –; ma è anche espressione di una sinergia tra le varie strutture che operano all’interno di questa “filiera”, tesa ad un unico risultato finale: salvare una vita umana». Al raggiungimento di questi obiettivi infatti hanno contribuito, con la loro preziosa attività, anche altre strutture del “Santissima Annunziata”, primo fra tutti il Reparto di Rianimazione, la Chirurgia d’Urgenza, la Rianimazione, il Laboratorio analisi la Radiologia, la Cardiologia, l’Urologia e tutti gli altri reparti che ruotano intorno all’attività del Centro Trapianti. Anelli importanti e fondamentali della catena però sono anche altre strutture quali, ad esempio, i reparti di Rianimazione degli ospedali di Nuoro, Olbia e Lanusei, che sono inseriti nell’area dei trapianti del nord Sardegna. Non va dimenticato inoltre il ruolo importante svolto dalla Prefettura, che si è sempre prodigata nel trovare quelle soluzioni logistiche che hanno permesso agli operatori sanitari di svolgere in tempi rapidi il loro lavoro. Il trapianto del rene rappresenta, per l’Asl n. 1 di Sassari, un’attività di notevole importanza. Dal 1989, anno del primo trapianto al Centro di Sassari, l’attività ha avuto un costante incremento. In 4 anni, dal 1989 al 1992, furono realizzati 19 trapianti. Nel 1992 l’attività fu interrotta per la realizzazione delle nuove sale sterili, secondo le direttive del Ministero della Sanità. L’attività riprese ad un ritmo abbastanza sostenuto nel novembre 1995 e, oggi, continua ad essere sempre intensa. Lo testimonia il numero dei trapianti effettuati che, in poco più di dieci anni, sono stati 181.
L’unità operativa di Nefrologia e trapianto dell’ospedale sassarese quindi rappresenta per il Nord Sardegna, e non solo, un vero e proprio punto di riferimento. I trapianti di rene realizzati sino ad oggi hanno permesso migliori condizioni di vita a tanti pazienti. Negli ultimi anni la lista dei pazienti in attesa di trapianto di rene si è allargata a coloro che hanno superato i 60 anni e lo stesso è avvenuto per i donatori. A Sassari ad attendere un nuovo rene ci sono poco meno di cento pazienti, per un’età media di 48 anni per gli uomini e 50 per le donne. I pazienti in dialisi invece hanno tra i 18 e 67 anni gli uomini e tra i 26 e 69 le donne. Si tratta di numeri che fanno capire quanto ancora sia importante divulgare la cultura della donazione.
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