Il trasferimento è avvenuto dall’aeroporto di Alghero a quello di Milano Linate a bordo un velivolo C-130J dell’Aeronautica Militare. E’ il primo trasporto di questo tipo mai fatto in Italia e, nonostante le gravi condizioni del paziente, è stato possibile utilizzando la speciale barella chiamata ATI (Aircraft Transport Isolator)
ALGHERO - Un paziente colpito da una "patologia infettiva endemica, di tipo batterico e ad elevata contagiosità" è stato trasferito con una barella speciale, completamente isolata e dotata di filtri, utilizzata ieri (24 gennaio 2006) per la prima volta. Il trasferimento è avvenuto dall’aeroporto di Alghero a quello di Milano Linate a bordo un velivolo C-130J dell’Aeronautica Militare. E’ il primo trasporto di questo tipo mai fatto in Italia e, nonostante le gravi condizioni del paziente, è stato possibile utilizzando la speciale barella chiamata ATI (Aircraft Transport Isolator). Dopo l’arrivo a Milano, rende noto l’Aeronautica Militare, il paziente è stato trasferito in ambulanza nell’ospedale di Sondalo (Sondrio), centro di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per il trattamento della patologia della quale è affetto. Senza la possibilità del trasporto in aereo, che ha richiesto poco più di un’ora, il paziente avrebbe dovuto affrontare un lungo viaggio su una nave. La barella ATI è un sistema chiuso, con filtri ad alta efficienza a pressione interna negativa. Ha un telaio in alluminio, un rivestimento in PVC con maniche e maschere per trattare il paziente, due filtri e un sistema di alimentazione. Finora è stata utilizzata dalle forze aeree di Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia e Sudafrica. Lo scorso anno è stata acquisita dal Servizio sanitario del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare. Durante il volo il paziente è stato assistito a bordo da una equipe medica con personale del Centro Sperimentale Volo (CSV) di Pratica di Mare (Roma) e del Comando Logistico Servizio Sanitario. La richiesta di trasferimento è pervenuta dalla Prefettura di Sassari direttamente alla Sala Operativa dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, che ha coordinato tutte le azioni necessarie tra ospedale di Sassari, personale medico dell’Aeronautica e la 46/ma Brigata Aerea che ha in dotazione i C-130J.
Nella foto le operazioni di trasferimento
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