Il chiostro di San Francesco ha ospitato nella giornata di oggi, 20 gennaio il Convegno con il quale è stato dato il via al corso di formazione dedicato alla “Formazione quale strumento di cambiamento culturale-metodologico-organizzativo. Politiche psichiatriche a confronto”
ALGHERO - Il corso, organizzato dal Servizio Dipartimentale Tutela della Salute Mentale dell’Azienda Unità Sanitaria Locale n. 1 di Sassari in collaborazione con l’Azienda USL Città di Bologna, è stato introdotto dalla dottoressa Alba Corona, direttore del Dipartimento Salute Mentale di Sassari, e mediato dagli interventi del direttore generale della Asl n°1 dottor Bruno Zanaroli e del dottor Giuseppe Dell’Acqua, consulente per le politiche psichiatriche della Regione Sardegna. La giornata di formazione si è subito rivelata un importante momento di confronto sulle tematiche legate alle malattie mentali, in passato spesso trascurate, e che oggi, così come confermato dal direttore Zanaroli, si sta cercando di inserire in un discorso di azione e formazione continua. In particolare le politiche aziendali hanno tenuto banco durante la prima parte della mattinata, caratterizzata dall’assenza della delegazione dell’Emilia Romagna, bloccata da un forte ritardo nei collegamenti con Milano. In definitiva è stato possibile cogliere un impegno maggiore da parte dell’azienda sanitaria nella collaborazione e nel efficace coordinamento con i dipartimenti locali per la salute mentale. Una volontà di interazione che secondo Zanaroli avrebbe dovuto includere la questione del SERT, servizio che ad Alghero ancora non è stato trasferito e la cui nuova ubicazione all’ex-carceretto ha destato, nei mesi scorsi, notevoli proteste e perplessità. Il direttore ha confermato, aprendo una breve parentesi, l’impegno dell’Azienda Sanitaria locale per una rapida risoluzione della questione che ad oggi resta ancora aperta e irrisolta.
Nel pomeriggio è stata la volta dei referenti dell’Emilia Romagna, regione con la quale la Sardegna ha avviato una collaborazione per un proficuo confronto soprattutto nell’ambito delle politiche regionali, che tanto differenziano le regioni italiane nell’approccio alla malattia mentale, discriminando spesso i cittadini sottoposti a trattamento da una Asl all’altra. Sulla base dell’argomento dedicato alla parte del coordinamento è intervenuto il dottor Giovanni Neri, responsabile delle politiche psichiatriche della Regione Emilia Romagna, accompagnato nel discorso sulle politiche aziendali dal dottor Franco Riboldi, direttore generale dell’Azienda USL di Bologna, all’intervento del quale ha fatto seguito l’analisi sull’attuazione dei servizi psichiatrici del dottor Mariano Bassi, direttore del Dipartimento Salute Mentale di Bologna. Notevole l’affluenza degli operatori, per i quali il corso di formazione si proponeva come un momento di confronto allargato, per una corretta impostazione dei miglioramenti da apportare nell’assistenza e in merito all’ efficacia degli interventi, favorendo inoltre un approccio globale dei problemi della salute mentale, per una corretta gestione integrata. Ciò che maggiormente è emerso è un forte slancio verso il cambiamento culturale metodologico e organizzativo, che mira a facilitare l’acquisizione di strumenti teorico-pratici. Un corso, quindi sentito dalla platea come di estrema urgenza, soprattutto in funzione di una nuova visione del “lavoro di squadra”, l’unico in grado di garantire, attraverso la giusta interazione tra operatori e azienda, un clima sereno per i destinatari finali, vale a dire i pazienti e le rispettive famiglie.
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