Ma appare sempre in salita il trasferimento della struttura insieme a tutti gli altri servizi nel poliambulatorio di via degli Orti, come hanno auspicato gli operatori socio-sanitari intervenuti ieri
ALGHERO - Il tossicodipendente è un malato. Quindi va trattato come tutti gli altri malati. La convinzione già diffusa che la schiavitù da sostanze tossiche, droghe, alcool, nicotina e altro, sia una patologia mentale è stata avvallata dagli interventi dei due autorevoli esperti ospiti della tavola rotonda che si è svolta ieri sera nella sala della Mercede, su iniziativa del gruppo consiliare di Progetto Sardegna. «Si tratta di una malattia cronica recidivante, cioè che tende a portare ad una ricaduta. Ma è una malattia guaribile se opportunamente trattata», ha assicurato il neurofarmacologo Gianluigi Gessa che ha riservato interessanti dati sulle percentuali di successo delle terapie di disintossicazione. Il responsabile del sert di Cagliari, lo psichiatra Pierpaolo Pani, ha dimostrato che le vittorie migliori si ottengono integrando le diverse modalità di recupero. La somministrazione di metadone associata ad un supporto psicoterapeutico è senza dubbio la strada che porta più facilmente alla guarigione del soggetto. Pani ha difeso il modello sert attivo in Italia, invidiabile con una rete di 500 centri specialistici, ma che andrebbe ulteriormente incentivato, nell’ottica di una maggiore capillarità del servizio indirizzato ad un consistente numero di persone. Se venissero discriminate – ha detto - farebbero danno non solo a se stesse, ma al resto della popolazione». Il direttore sanitario della Asl 1 Giorgio Lenzotti ha spiegato come sarà il nuovo modello di sert collocato dal piano sanitario regionale approvato dalla giunta Soru, all’interno dei distretti sanitari. Sarà articolato, con più servizi, strettamente legato all’utenza e alle esigenze del territorio. Nella provincia di Sassari sorgeranno tre sert distrettuali, con un’organizzazione interna. Opereranno comunque sulla base di una programmazione provinciale, adattata caso per caso dai tre direttori distrettuali. L’ipotesi è allargare il sert alle altre patologie. Non solo droga e alcolismo ma anche tabagismo. L’esercito dei tossicodipendenti da nicotina infatti, dai dati snocciolati ieri dagli esperti, sono quelli più a rischio, dove le percentuali di successo nella disintossicazione sono molto scarse, mentre sono estremamente alte in riferimento al tasso di mortalità. Relegato in chiusura lo spazio per gli interventi del pubblico che si sono concentrati, sulla dislocazione della struttura algherese. La Asl ha confermato la volontà di rivedere l’ipotesi ex carceretto e di valutare eventualmente una sistemazione in altri locali. Mentre appare sempre in salita il trasferimento del sert insieme a tutti gli altri servizi nel poliambulatorio di via degli Orti, come hanno auspicato gli operatori socio-sanitari intervenuti ieri. Chiarito infatti che i tossicodipendenti sono malati, perché non curarli insieme agli altri malati?
Nella foto il neurofarmacologo e consigliere regionale Gianluigi Gessa durante la conferenza
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