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Antonio Burruni
9 dicembre 2005
C´è il "litotritore extracorporeo" Centro di urologia algherese punto di riferimento per il nord Sardegna
Da stamattina è attivo un nuovo importante servizio per i pazienti affetti da calcolosi renaria. Fino ad ora, negli ultimi quattro anni, i pazienti algheresi erano costretti ad andare in altri centri, il più vicino dei quali è Ghilarza

ALGHERO - Da stamattina è attivo un nuovo importante servizio per i pazienti affetti da calcolosi renaria. L’equipe medica del primario Angelo Tedde, responsabile dell’unità operativa del reparto di urologia dell’ospedale civile di Alghero, da oggi può disporre di un nuovo macchinario preso in affitto: il “litotritore extracorporeo”, una macchina che bombarda esternamente i calcoli. Fino ad ora, negli ultimi quattro anni, i pazienti algheresi erano costretti ad andare in altri centri, il più vicino dei quali è Ghilarza. Invece di acquistare il costoso apparecchio, la Asl ha deciso di affittare il macchinario, dopo aver raggruppato più utenti bisognosi di questo tipo di terapia. L’attrezzatura arriva da Cagliari con un tecnico e, inizialmente un tutor per l’attivazione. Si possono effettuare più operazioni nell’arco della giornata, in day hospital. «Abbiamo trovato questa soluzione per i pazienti affetti da calcolosi renaria, soprattutto per quanto riguarda il tipo radiotrasparente presente nell’acido urico. In questo modo si limitano le esposizioni ai raggi x, operando con un sistema ecografico. Ho visto praticare questo metodo varie volte quando mi sono recato in altri siti italiani per partecipare ad alcuni convegni medici.» E’ stato lo stesso Tedde a proporre il noleggio del macchianario anziché l’acquisto, pratica diffusa nel 90 percento delle regioni italiane. Soluzione condivisa dal direttore generale della Asl Bruno Zanaroli e sanitario Giorgio Lenzotti. L’obbiettivo è far diventare il centro di urologia algherese un punto di riferimento per il nord Sardegna. Questa mattina sono stati trattati gratuitamente cinque pazienti. Il primo utente che è stato sottoposto alla nuova terapia è stato l’ozierese Gian Felice Angioi.
Nella foto il primario Angelo Tedde stringe la mano al primo paziente sottoposto alla nuova terapia
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