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Pierpaola Pisanu
27 ottobre 2005
Sert, è già polemica sulla nuova destinazione Carboni: «Si andrebbe a creare un secondo Latte Dolce»
Gli stessi operatori sanitari più volte hanno ribadito che la struttura non è idonea perché si rischia di creare un ghetto fuori città per un tipo di utenza già di per sé emarginata

ALGHERO - Murare le finestre sembra essere l’unica soluzione per impedire che i locali dell’ex carceretto dietro il Mariotti, diventino appetibili di fronte all’ennesima famiglia di senzatetto in cerca di un riparo. Si è risolta infatti da pochi giorni la situazione dei due nuclei familiari che risiedevano tra queste mura e che l’assessorato ai servizi sociali ha trasferito in veri alloggi. Ma è possibile che ora rimarranno vuoti a lungo. Finchè non la Asl, entrata in possesso dell’immobile in seguito alla recente operazione di permuta con l’ex ospedale dei bastioni, non deciderà cosa farne. Sulla destinazione d’uso dell’immobile sono tanti i dubbi. E c’è da mettere in conto che la struttura dovrà affrontare un intervento radicale di ristrutturazione. La scelta di sistemare qui il servizio territoriale per le tossicodipendenze come da anni si ipotizza, appare più in salita del previsto. A ostacolare l’eventuale decisione dell’azienda sanitaria in prima linea c’è l’associazione Acat, vicina all’attività del Sert in particolare per i casi di alcolismo. Ora che l’ipotesi di trasferire tossicodipendenti e alcolisti da via Catalogna in periferia si fa più concreta, minacciano di dare dura battaglia. Gli stessi operatori sanitari più volte hanno ribadito che la struttura non è idonea perché si rischia di creare un ghetto fuori città per un tipo di utenza già di per sé emarginata. Della stessa opinione anche l’assessore alla sanità Francesco Carboni, seriamente preoccupato per la possibilità che il Sert di Alghero venga trasferito fuori città. «Si andrebbe a creare un secondo Latte Dolce», ha commentato Carboni riferendosi al malfamato quartiere periferico sassarese.
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