I recenti sviluppi della riunione svolta a Cossoine tra rappresentanti dei Comuni del Distretto di Alghero, Associazioni di volontariato e il responsabile del servizio aziendale psico-socio-assistenziale della Asl di Sassari, inducono l’Azienda Sanitaria Locale n. 1 di Sassari a formulare alcune precisazioni
ALGHERO - «L’Unità operativa di Cardiologia è importante per il territorio di Alghero» lo afferma l’Azienda Sanitaria Locale n. 1 di Sassari, alla quale preme sottolineare «che la riunione svolta a Cossoine era stata convocata per presentare ai Comuni e alle associazioni di volontariato del distretto algherese l’attività psico-socio-assistenziali dell’Azienda e imbastire una prima linea di collaborazione e confronto tra i vari soggetti presenti. A conclusione della riunione ed al di fuori dell’ordine del giorno -si legge nella nota diffusa dalla USL- è stato portato il problema dell’Unità operativa di Cardiologia dell’ospedale di Alghero ed è stata formulata una domanda al responsabile del servizio aziendale psico-socio-assistenziale che, come si può desumere, non è direttamente interessato e quindi neanche titolato ad occuparsi ed a fornire risposte sul problema, tra l’altro non di sua conoscenza».
L’Azienda precisa in oltre che «l’assessorato regionale a fine 2004 bloccò la trasformazione della struttura di Cardiologia da unità operativa semplice a complessa (cioè diretta da un Primario) e non – come viene asserito in un documento prodotto a conclusione di quella riunione – l’istituzione dell’Unità di Terapia Intensiva coronarica».
L’apertura, il numero e l’ubicazione di questo tipo di strutture intensive seguirà la programmazione che sarà prevista nel Piano Sanitario Regionale, che, attualmente, è in fase di discussione. L’Azienda sanitaria sassarese ritiene comunque che «le quantità e la tipologia delle prestazioni sia internistiche che chirurgiche che vengono effettuate presso l’ospedale di Alghero possono giustificare la presenza di una struttura intensiva polivalente in grado di assistere sia i pazienti infartuati sia quelli che, sottoposti ad intervento chirurgico, necessitano di un alto livello di assistenza nel periodo post operatorio».
Un progetto da presentare all’assessorato regionale, basato su queste premesse, assicurano dalla USL, è in fase di elaborazione e sebra trovi larga condivisione tra il personale medico del presidio ospedaliero.
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