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Marco Vuchich 2 luglio 2003
Sul valore architettonico del Selva il Consiglio Comunale si spacca in due
L´opposizione ha presentato una mozione per modificare il Piano Particolareggiato del centro storico. Disperata azione per modificare la destinazione d´uso dell´area del cinema teatro Selva


L´importante riunione consiliare di lunedì 23 giugno ha mostrato palesemente quanto siano distanti i punti di vista e le concezioni in fatto di urbanistica tra la coalizione di centro destra e i consiglieri di minoranza. Il motivo di divisione è stata la mozione, presentata da Alghero Viva, Ds, Margherita e Città Futura, che prevedeva una modifica al Piano Particolareggiato del Centro Storico per intervenire sulla destinazione d´uso dell´area del Cinema Teatro Selva. Dopo i recentissimi interventi strutturali che hanno visto la totale modifica dell´area ex Giordo e dell´ex Saica, il principale timore degli esponenti di centro sinistra è appunto la scomparsa di un´altra testimonianza storica della città di Alghero. Mentre da una parte il Cinema Selva viene indicato come una struttura degna di essere preservata e considerata parte integrante della storia della città, dall´altra non si vede alcun riconoscimento architettonico che spinga l´amministrazione ad un´ulteriore tutela dello stabile. L´opposizione ha cercato in tutti i modi di convincere i consiglieri antagonisti a votare la mozione Sechi, poiché solo in tal modo i proprietari dell´area sarebbero vincolati a mantenere una struttura destinata a scopi culturali, evitando la nascita dell´ennesima costruzione a carattere commerciale o di un area destinata a parcheggio. Tra i consiglieri di maggioranza spicca l´intervento del capogruppo di Forza Italia, Gian Franco Becciu, che ha ribadito l´interesse dell´amministrazione a mantenere la presenza del cinema teatro e di non condividere affatto i timori espressi dai colleghi dell´opposizione. Intanto c´è da segnalare la precisazione dell´avvocato Alberto Sechi, legale rappresentante della famiglia Selva, apparsa sulla stampa nei giorni scorsi. L´avvocato ha respinto, punto per punto, le presunte qualità architettoniche del fabbricato, affermando che "il sig. Selva iniziò i lavori di costruzione, previa approvazione in data 2.1.1939 da parte del Ministero per la Cultura Popolare, realizzando il progetto a firma unicamente dell´ing. Fausto Cella (e non del ben più noto ing. Riccardo Morandi ndr), senza fare utilizzo di cemento precompresso, (difettando i macchinari per tale lavorazione) e senza ricorrere a travi in torsione compensata".
A ciò, il legale dei Selva, aggiunge che "durante l´iter di approvazione del piano particolareggiato per il centro storico, in data 31.101996 furono presentate le osservazioni ed opposizioni al piano, con la finalità di modificare la destinazione urbanistica dell´area, che era stata qualificata nelle categorie di intervento RE3-RE2, che ne avrebbe impedito, di fatto, l´abbattimento, chiedendo invece di ricomprendere l´area nella categotia RU2, il che avrebbe consentito la realizzazione del progetto attualmente approvato, che prevede, invece, l´abbattimento del cinema. Con delibera n° 17 del 31.3.99, il Consiglio comunale di Alghero, previo doppio parere favorevole in commissione edilizia, approvò all´unanimità il piano integrato d´area ex L.R. 29/98, che prevedeva l´abbattimento del cinema e la cessione al Comune, da parte del privato, di 200 posti auto circa".
Sembrerebbe proprio che il destino dell´area sia segnato, anche alla luce della decisione presa dal Ministero per il beni culturali di negare l´imposizione del vincolo, non riscontrando - come viene ricordato dall´avv. Sechi - " nell´immobile il particolare interesse richiesto dal D. lgv. n° 490/99 per l´apposizione del vincolo di tutela". Ci si avvia quindi ad una riqualificazione dell´intera area, così come già fatto per il Giordo, con la realizzazione di case di civile abitazione, uffici, una piazza interna e magazzini.
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