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Red 14 maggio 2010
Non c’è più tempo da perdere: emergenza lavoro
Il comitato esecutivo della Cisl sarda ritiene indispensabile un programma pluriennale per il lavoro e misure di contrasto della povertà: L’imperativo è dunque quello di adottare tutti gli strumenti ordinari e straordinari in grado di garantire l’accelerazione della spesa


ALGHERO - Non c’è più tempo da perdere: la Regione Sardegna deve spendere le proprie risorse in tempi rapidi e con progetti di qualità per ridurre la disoccupazione giovanile e per il reimpiego dei lavoratori espulsi dal processo produttivo a seguito della crisi industriale. Il Comitato Esecutivo della Cisl sarda nell’approvare la relazione dei segretario generale Mario Medde, ha ancora una volta richiamato le forze politiche e la Regione a farsi carico di questa prioritaria emergenza. L’imperativo è dunque quello di adottare tutti gli strumenti ordinari e straordinari in grado di garantire l’accelerazione della spesa e la consistente riduzione di passaggi burocratici necessari a far pervenire alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie quanto a loro dovuto da parte delle istituzioni e della Regione in primo luogo.

L’Esecutivo della Cisl sarda ritiene dunque necessario che nel prossimo collegato alla Finanziaria venga dato un segnale forte in tema di lavoro giovanile e sostegno alle imprese, politiche e strumenti per il reimpiego e l’autoimpiego, accelerazione della spesa e lotta alle povertà. Inoltre, in considerazione del perdurare di una crisi produttiva senza precedenti, è indispensabile che la Regione attui nuove politiche di rilancio del sistema industriale nelle aree oggetto di dismissioni e di crisi.

Attraverso gli accordi di programma, e con l’apporto delle associazioni datoriali e sindacali, sarà possibile sviluppare iniziative di promozione e sostegno al radicamento e all’attrazione di nuove intraprese. In questa direzione, sostiene l’esecutivo della Cisl sarda, può dare un contributo importante un patto per il lavoro, contro le povertà e per lo sviluppo, tra sindacati, parti sociali e Regione. Sarà importante, però, far sì che i contenuti dell’intesa contengano risorse, modalità e tempi di attuazione adeguati alla drammaticità e alla velocità della crisi economica e finanziaria.

Contestualmente al tavolo di confronto con la Regione è però necessario riaprire il confronto con il Governo - precisa il sindacato - per verificare la disponibilità a rivedere l’Intesa istituzionale di programma, a rifinanziare il Piano di rinascita, e garantire in tempi brevi risorse finanziarie del Fondo per le Aree sottoutilizzate. L’Esecutivo della Cisl sarda ritiene altresì che per quel che concerne la vertenza in atto sul presente e futuro della chimica sarda, non sia più accettabile e sostenibile il rinvio delle decisioni e un’assunzione chiara di responsabilità dell’Eni, che deve essere sollecitato da un’altrettanta ferma e decisa presa di posizione del Governo.

Ancora una volta la Cisl sarda ribadisce che per rilanciare le attività produttive nell’isola sia utile e necessario un accordo di programma quadro tra Stato e Regione per rilanciare in primo luogo il tessile, la nautica, il minero-metallurgico e per rafforzare il sistema agro industriale. Inoltre, mentre si ridiscute e si decide a Roma sulle risorse e sulle opere necessarie per rafforzare il sistema infrastrutturale del Paese, si sollecitano i parlamentari sardi a mettere in campo la forza e l’unità necessarie a garantire che l’Isola non venga tagliata dalle scelte del Governo.
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