Si è tenuto in un aula gremita di gente l’incontro con l´assessore regionale alla Sanità e all’Assistenza Sociale Nerina Deridin: «Sarà necessario lavorare per priorità, perché pensare di fare tutto subito significa non far niente»
Il convegno, che ha illustrato le linee di indirizzo per la nuova programmazione sanitaria e socio-assistenziale, è stato strutturatio in modo che i cittadini e le associazioni potessero dar voce ai problemi che affliggono il territorio algherese. Ha aperto l’incontro il consigliere regionale Mario Bruno, organizzatore dell’evento il quale, sottolineando l’assenza quasi ventennale di un piano regionale sanitario, ha evidenziato la scelta del metodo del confronto adottato dall’attuale giunta regionale. «Quello della programmazione –ha detto Bruno- è il principio cardane su cui sarà più facile ottenere risposte, che permetterà di mettere la persona e la dignità umana al centro, senza che vi siano più personalismi e campanilismi». Un’importante linea guida sarà quella caratterizzata dall’integrazione tra servizi sanitari e servizi sociali che, grazie agli studi e agli incontri pianificati in tutto il territorio, potrà essere sviluppata per garantire i servizi ai numerosi cittadini sardi. La parola passa al Sindaco Marco Tedde il quale ha sottolineato il problema dell’invecchiamento della popolazione che per questo ha una crescente necessità di servizi medici. «Ma a questo -ha detto Tedde- non sempre corrispondono degli adeguati servizi sanitari. Affinchè si individuino i bisogni sanitari è necessario lavorare tutti insieme, perché il compito è molto arduo. E la sanità ha molte carenze e bisogno di concretezze. E’ necessario valorizzare quindi le poche luci ed eliminare le ombre, migliorando in qualità e quantità. Ma la sanità ha un problema di identità: c’è incertezza sui ruoli che gli ospedali dovranno mantenere e si ha bisogno di partner adeguati. Penso che sia necessario focalizzare l’attenzione sulla necessità di tenere separati i due ospedali e di definire il rapporto fra ospedali e università».
Poi la parola passa a Nerina Dirindin che sottolinea i tre principi cardine su cui si basa il piano sanitario e quello socio-assistenziale. Il primo principio è quello della cooperazione, il secondo è quello che definisce il lavoro per priorità e il terzo è la grande svolta sulle politiche sanitarie. Il piano, quindi, si orienterà dalla parte dei cittadini bisognosi.
«Le aree che sui cui si interverrà immediatamente –ha affermato la Dirindin- sono le malattie genetiche, rare e la talassemia. L’altra è quella che interessa le malattie croniche (diabete e sclerosi multipla) e infine la salute mentale. «Infine –afferma la Dirindin- sarà necessario aprire un terzo capitolo che vede un’integrazione formale fra servizi sanitari e socio-assistenziali».
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