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Red 19 gennaio 2010
«Sardegna non rappresentata in Italia»
Nuovi poteri, maggiori risorse finanziarie e un autogoverno all’altezza dei problemi del lavoro e dello sviluppo. Da qui deriva una migliore rappresentanza dei sardi


ALGHERO - «C’è certamente un vuoto di rappresentanza della Sardegna nel governo del Paese che rende ancora più marginale e inascoltata l’Isola, ma si tratta di una conseguenza di un problema ancora irrisolto sul versante dei poteri, delle risorse e dell’autogoverno necessario ai sardi per uscire dalla perifericità economica e politica e per contare di più in Europa». Così il segretario generale regionale della Cgil Mario Medde, che sottolinea la grave situazione in preparazione dello sciopero generale del 5 febbraio.

«Infatti non si tratta di rimettersi alla benevolenza o alla sola sensibilità delle diverse maggioranze, ma di costruire per la Sardegna quei rapporti di forza che, nel riconoscere i diritti derivanti dalla peculiarità dell’insularità, dalla specificità economica, sociale e culturale, dalla specialità istituzionale, le consentano di avere titolo e spazio nella riforma della forma di Stato e nello stesso Governo del Paese».

Rinegoziare il Patto Costituzionale tra Stato e Regione significa infatti non solo riconoscere alla Sardegna le compensazioni necessarie per recuperare i divari, ma ridiscutere anche i poteri nella definizione di un federalismo che non può essere solo fiscale, sottolineano dal sindacato regionale. «Tutto ciò non può essere lasciato ad una gestione ordinaria delle relazioni tra Stato e Regione, ma riproposto con la forza che deriva da un’assemblea costituente, da una mobilitazione dei sardi e dalla condivisione delle proposte».

La fase costituente, sul piano economico e istituzionale, non può che avere queste caratteristiche precisa Mario Medde, l’alternativa è di lasciare «ai palazzi», o agli addetti ai lavori, la definizione dei problemi che caratterizzano oggi la questione sarda. Ecco perché serve rimettere in campo la passione, la mobilitazione e l’unità di tutte le rappresentanze economiche, sociali ed istituzionali.

Nella foto: il Governatore Ugo Cappellacci, lo sciopero generale sarà anche contro la giunta regionale
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