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Cor 7:39
Caso-Secal, Conoci: tutti sapevano
Per l’ex sindaco di Alghero l’impostazione sul futuro della società totalmente partecipata dal comune è chiarissima. Pesantissima la denuncia di Mario Conoci


ALGHERO - «L’avevo detto al sindaco, a diversi esponenti dell’attuale maggioranza e, soprattutto, lo avevo scritto pubblicamente quando ancora c’era tutto il tempo per evitare che la vicenda SECAL arrivasse al punto in cui è arrivata oggi. Lo sapevano bene anche coloro che avevano condiviso con me l’esperienza amministrativa. Avevo detto chiaramente quale fosse l’impostazione del dirigente che per anni ha seguito i rapporti tra Comune e SECAL. E avevo anche agito di conseguenza, arrivando, durante la mia amministrazione, a disporre la sua rimozione da quella posizione nell’ambito della rotazione degli incarichi dirigenziali, prevista dalla legge e indicata dall’Autorità nazionale anticorruzione come misura di prevenzione dei rischi corruttivi. Non era una questione personale. Era una scelta amministrativa inserita in un preciso quadro normativo e, insieme, la conseguenza di una valutazione sul funzionamento della macchina amministrativa e sulla necessità che le scelte politiche venissero assunte dalla politica. Poi quel dirigente è stato immediatamente rimesso al suo posto. E oggi vediamo gli effetti di quella scelta. Perché quando si rimette una determinata persona nella posizione dalla quale ha sempre sostenuto una determinata linea, non ci si può poi stupire se quella linea torna a manifestarsi. E quella linea sulla SECAL viene da lontano». 

Parole chiare e durissime quelle dell’ex sindaco di Alghero, Mario Conoci, che sul caso-Secal punta il dito, senza tentennamenti, contro l’attuale amministrazione comunale. «Già nei documenti di programmazione della amministrazione precedente alla mia compariva l’ipotesi della chiusura della società. Poi, il 14 marzo 2024, arrivò una proposta del dirigente di deliberazione di Giunta con un titolo che diceva già tutto: "Società in house SECAL Srl interamente partecipata dal Comune di Alghero: scioglimento della società e messa in liquidazione. Proposta al Consiglio comunale." Quella proposta arrivò proprio alla vigilia della rotazione dirigenziale che avevo disposto e che avrebbe riguardato anche il settore finanziario. Io allora la buttai nel cestino e dissi pubblicamente che quella non era una casualità ma un frutto avvelenato e rancoroso che maturava subdolamente da anni. Oggi quella stessa impostazione torna a presentarsi. E allora la responsabilità politica non può essere scaricata sul dirigente. Perché quel dirigente è stato rimesso lì dall’attuale sindaco. La responsabilità di chi governa una città è anche quella di sapere cosa accade dentro la propria macchina amministrativa, di governarla e, quando necessario, di intervenire». 

«Non può esistere un Comune nel quale un solo dirigente finisca per diventare il punto di riferimento determinante di interi settori dell’amministrazione, mentre la politica sembra limitarsi ad assecondarne le scelte. Un Comune non può essere governato da un solo dirigente. E soprattutto il sindaco non può rinunciare al proprio ruolo di guida politica e amministrativa dell’amministrazione. L’assessore competente, invece, sembra essersi ritagliato un ruolo molto più semplice: scrivere post, fare dichiarazioni sui social e produrre elucubrazioni sulla città, provare a piazzare improbabili consulenti, mentre le decisioni vere maturano altrove. Ma la questione più grave oggi riguarda i lavoratori della SECAL. Perché mentre si discute del destino della società, ci sono lavoratori che il 7 settembre non hanno ricevuto lo stipendio che avrebbero dovuto ricevere. E non interessa sapere se qualcuno lo abbia poi ricevuto qualche giorno dopo. Uno stipendio che deve arrivare il 7. Chi lavora e vive del proprio stipendio organizza la propria vita, paga le proprie scadenze e sostiene la propria famiglia contando su quella data. Il ritardo non diventa meno grave perché qualche giorno dopo arriva il bonifico. E questi lavoratori non hanno alcuna responsabilità per quello che sta accadendo. Hanno lavorato. Hanno continuato a farlo. E lo hanno fatto in una società che svolge per il Comune una funzione delicatissima: riscuotere le entrate dell’ente. E mentre la SECAL lavora per far entrare risorse nelle casse comunali, oggi ci troviamo nella situazione paradossale in cui la società non dispone delle risorse necessarie per pagare puntualmente i propri dipendenti. Sono ormai pubbliche le notizie relative alla situazione finanziaria della società e ai crediti che SECAL vanta nei confronti del Comune. Se queste somme spettano alla società, il Comune deve pagare». 

«Non può essere la SECAL a pagare il prezzo delle difficoltà, delle rigidità o delle decisioni assunte dentro la macchina comunale. E soprattutto non possono pagarlo i lavoratori. Questa è la cosa più grave e più vergognosa. Perché siamo di fronte a un’amministrazione che ama parlare di famiglie, di family friendly, di tutela del lavoro e di attenzione alle persone. Le famiglie, però, non si difendono con i post. I lavoratori non si difendono con gli slogan. Si difendono facendo arrivare lo stipendio quando deve arrivare. E allora la responsabilità politica dell’attuale amministrazione è evidente. È stata una scelta dell’attuale amministrazione rimettere quel dirigente al suo posto. Ed è una responsabilità dell’attuale amministrazione dire agli algheresi se intenda davvero rilanciare la SECAL oppure lasciarla scivolare progressivamente verso una situazione nella quale la sua chiusura possa essere presentata, molto presto, come inevitabile. Perché una cosa la dico già oggi: non c’è nulla di imprevedibile. Se si rimette al suo posto chi ha manifestato per anni una precisa impostazione sulla SECAL, non ci si può sorprendere quando quella stessa impostazione torna a produrre i suoi effetti. E temo che la SECAL non sarà l’unico ambito nel quale saremo costretti ad assistere alle conseguenze delle scelte dirigenziali e alle NON scelte del sindaco. Ora l’attuale amministrazione, oltre a pagare puntualmente gli stipendi, deve spiegare agli algheresi chi governa davvero questa città» chiude Mario Conoci.
Commenti
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