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S.A. 18:50
Time in Jazz entra nel vivo della sua 39esima edizione
Sabato al via il clou della trentanovesima edizione del festival diretto da Paolo Fresu: nove giorni di musica (e non solo) fra Berchidda e altri quindici centri del nord Sardegna


BERCHIDDA - Time in Jazz pronto al via: dopo il prologo di tre giornate dello scorso giugno, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu vivrà da questo sabato (8 agosto) e fino a domenica 16, il clou della sua trentanovesima edizione, con Berchidda come sempre al centro di un percorso che coinvolgerà altri quindici comuni del nord Sardegna: Alà dei Sardi, Arzachena, Banari, Bortigiadas, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Luras, Oschiri, Olbia, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Sant’Antonio di Gallura, Tempio Pausania (l’Agnata), Viddalba. L’anteprima del 19, 20 e 21 giugno (tra i protagonisti Antonello Salis, il gruppo Gaia Cuatro, Gegè Munari e Gianni Cazzola, purtroppo scomparso lo scorso 18 luglio), ha offerto un primo assaggio dello spirito di questa edizione del festival, che ora dispiega il suo programma più ricco, confermandosi uno degli appuntamenti culturali di spicco dell’estate musicale; un’edizione che sotto il titolo "Kind of blue", preso in prestito dal suo storico album del 1959, rende omaggio a Miles Davis nel centenario della nascita del grande trombettista afroamericano. 

Un tributo che attraversa l’intero cartellone e che si traduce non solo in una serie di concerti dedicati alla sua musica, ma anche in un percorso capace di mettere in dialogo linguaggi, discipline e territori, nel segno della curiosità e della ricerca che da sempre caratterizzano Time in Jazz: più che un festival musicale, un progetto culturale diffuso, che insieme alla musica abbraccia letteratura, arti visive, sostenibilità ambientale, formazione e attività dedicate ai più piccoli. Un fitto mosaico di eventi e appuntamenti che, ancora una volta, trasformerà piazze, campagne, chiese e altri luoghi del territorio in spazi di incontro, ascolto e condivisione. Come sempre, è la musica a occupare il centro della scena, con un cartellone che riunisce alcune delle personalità più autorevoli e innovative del jazz, e non solo. In questa edizione assumono un ruolo centrale i trombettisti e i numerosi omaggi, espliciti o ispirati, a Miles Davis. Tra questi spiccano Paolo Fresu con il suo collaudato spettacolo tra musica e teatro "Kind of Miles"; l’americano Nicholas Payton affiancato dal sassofonista Rick Margitza, il chitarrista Charlie Hunter e il batterista Greg Hutchinson in "The Music of Miles / Coltrane", un progetto dedicato sia al centenario della nascita di Davis sia a quello di John Coltrane; Giovanni Falzone, che insieme alla Libera Band presenterà "Suite for Miles", una produzione realizzata su commissione di Time in Jazz; e Flavio Boltro, alla guida del Miles Smiles Quartet, formazione nata proprio per celebrare il centenario del grande trombettista americano, al quale il festival intitola anche il Premio Miles Ahead che verrà consegnato al rapper e cantautore italo-tunisino Sayf: un riconoscimento che testimonia la volontà del festival di valorizzare le voci emergenti e i percorsi artistici più innovativi.

Nel frattempo altri omaggi in musica saranno stati offerti nell’arco delle nove giornate: Dado Moroni proporrà una sua personale visione "pianistica" del mondo di Miles Davis, mentre il contrabbassista Attilio Zanchi renderà tributo a un altro gigante del jazz, Charles Mingus. Jazz ma non solo anche in questa edizione del festival: ecco quindi Apparat, da oltre vent’anni una delle figure più influenti della musica elettronica tedesca; ecco poi Amii Stewart, un’artista che ha affascinato generazioni di fan con la sua voce potente e la sua carismatica presenza; ed ecco Diodato, uno dei cantautori più intensi ed eleganti della scena italiana, che domenica 9 sarà il protagonista del tradizionale concerto tributo a Fabrizio De André a L’Agnata, uno degli eventi più attesi di ogni edizione di Time in Jazz, come testimonia, anche quest’anno, l’immancabile tutto esaurito. Il festival sarà anche l’occasione per esporre in vetrina alcune delle produzioni varate dai "cantieri" di Insulae Lab, il centro di produzione musicale di Time in Jazz: "Atlantide. Il soffio, il suono, il mare" dell’Atlantis Quartet guidato da un altro trombettista, Francesco Lento; "Universal Chords" del sassofonista Raffaele Casarano e il chitarrista ungherese Ferenc Snétberger; "Elektro Dixie", un progetto che si muove tra passato e futuro mettendo insieme due batteristi, Stefano Bagnoli e Christian Meyer, Giuseppe Vitale al pianoforte e alle tastiere, e Federico Malaman al basso elettrico.

Nella foto: Paolo Fresu in piazza del Popolo
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