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S.A. 9:10
Scoperta maxi evasione Iva a Sassari
L’operazione ha permesso di accertare l’illecito utilizzo del regime agevolato del "plafond IVA", con un’evasione d’imposta complessiva che sfiora i 500 mila euro. Il plafond IVA è lo strumento normativo che consente agli "esportatori abituali"


SASSARI – I funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Sassari, in servizio presso l’Area Verifiche e Antifrode, nell’ambito dell’attività di monitoraggio e contrasto alle frodi fiscali, hanno individuato e interrotto un sofisticato meccanismo di evasione dell’IVA. L’operazione ha permesso di accertare l’illecito utilizzo del regime agevolato del "plafond IVA", con un’evasione d’imposta complessiva che sfiora i 500 mila euro. Il plafond IVA è lo strumento normativo che consente agli "esportatori abituali" (operatori che esportano all’estero oltre il 10% del proprio volume d’affari) di acquistare o importare beni e servizi in sospensione d’imposta, evitando di accumulare un costante credito IVA nei confronti dello Stato. Le indagini dei funzionari ADM si sono concentrate su due società del sassarese, entrambe amministrate dallo stesso soggetto.

Dall’incrocio delle banche dati e dalle verifiche documentali è emerso che nessuna delle due imprese aveva effettuato esportazioni o cessioni intracomunitarie tali da garantirne lo status di esportatore abituale. Di fatto, per l’anno d’imposta 2024, le società non disponevano di alcun plafond utile.
Nonostante l’assenza dei requisiti di legge, il rappresentante legale ha trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate diverse dichiarazioni d’intento ideologicamente false. Una volta ottenute le ricevute di registrazione, le ha inviate ai propri fornitori nazionali per ottenere la fatturazione della merce senza l’addebito dell’IVA. Attraverso questo sistema, le due società hanno effettuato acquisti in totale sospensione d’imposta per un valore di circa 470 mila euro, omettendo interamente il versamento dell’IVA dovuta.

All’esito del controllo, alle due società sono state contestate sanzioni amministrative pecuniarie per un importo compreso tra un minimo di 400 mila e un massimo di 700 mila euro, oltre all’avvio immediato delle procedure per il recupero dell’imposta evasa. Il rappresentante legale delle società è stato deferito all’Autorità Giudiziaria. Nello specifico, gli sono stati contestati i seguenti reati: Falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico per aver ripetutamente trasmesso in via telematica all’amministrazione finanziaria, nel corso del 2023 e del 2024, dichiarazioni d’intento non veritiere al fine di simulare la qualifica di esportatore abituale; Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici per aver indicato nella dichiarazione annuale IVA 2025 (relativa all’anno d’imposta 2024) elementi attivi e passivi fittizi, ostacolando l’accertamento e traendo in inganno l’erario.
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