E’ Giusy Piccone del Movimento Cinque Stelle Alghero a ritornare sul tema del sovraffollamento dell’istituto penitenziario cittadino: ad Alghero a fronte di una capienza di 156 posti al 31 gennaio 2026 i detenuti erano già saliti a 164 e, dopo i trasferimenti del 4 marzo, si è arrivati a circa 180 presenze
ALGHERO - «Il deputato M5S Mario Perantoni ha presentato in Parlamento un’interrogazione al Ministro della Giustizia Nordio sulla situazione del carcere di Alghero, purtroppo la risposta del Ministro non chiarisce i nodi reali che riguardano la casa di reclusione». E’ Giusy Piccone del Movimento Cinque Stelle Alghero a ritornare sul tema del sovraffollamento dell’istituto penitenziario cittadino. Secondo Piccone «il punto politico è chiaro: il Ministero ha trasformato una struttura funzionale, riconosciuta per la qualità del lavoro trattamentale, in una struttura sovraffollata. ad Alghero a fronte di una capienza di 156 posti al 31 gennaio 2026 i detenuti erano già saliti a 164 e, dopo i trasferimenti del 4 marzo, si è arrivati a circa 180 presenze».
«Non si risolve il sovraffollamento spostandolo da un carcere all’altro. In questo modo si compromette un equilibrio costruito negli anni, si indeboliscono i percorsi rieducativi e si peggiorano le condizioni di lavoro del personale. Anche sulla carenza di organico la risposta del ministro è inadeguata. La pianta organica della Polizia penitenziaria è di 90 unità, ma il deficit indicato è di circa 20 posti» spiega Piccone.
E conclude con un appello al Ministro del Governo Meloni: «Davanti a questi numeri, l’invio di una sola figura apicale e il richiamo a concorsi futuri, dai tempi notoriamente lunghi, non rappresentano una soluzione concreta. Gli eletti del Movimento 5 stelle in Comune, in Regione o in Parlamento portano sempre avanti questioni che riguardano direttamente l’interesse dei cittadini e delle comunità alle quali appartengono. È ora che il Ministro dia risposte vere: tempi certi per il rientro nella capienza regolamentare, personale sufficiente e garanzie per non disperdere un’esperienza trattamentale che rappresentava un patrimonio per Alghero e per l’intero sistema penitenziario».
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