I dati sugli hub urbani di Cagliari, Olbia e Alghero: motore di destinazione di ricchezza diffusa, che valorizza immobili inutilizzati e contribuisce allo sviluppo sostenibile dei territori senza sottrarre case ai residenti
ALGHERO - Gli affitti brevi non sottraggono abitazioni al mercato residenziale, ma contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e allo sviluppo turistico del territorio. È quanto emerge dall’analisi del Centro Studi AIGAB (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi) con dati e trend inediti relativi al mercato degli affitti brevi in Sardegna presentata alla manifestazione Extra2026 in corso a Cagliari. Nell’Isola, su uno stock complessivo di 1.049.263 abitazioni, il 61,5% è occupato da residenti (645.820 unità), l’8% è destinato all’affitto tradizionale 4+4 (84.232 unità), mentre ben il 30,4% risulta non occupato (319.211 unità). Le case promosse online per affitti brevi sono solo 37.094, pari ad appena il 3,5% del totale. Un dato che conferma come la disponibilità di immobili inutilizzati sia una caratteristica strutturale del territorio e non una conseguenza della crescita degli affitti brevi.
Il confronto con il dato nazionale rafforza questa evidenza: in Italia complessivamente, su 35.610.473 abitazioni complessive, il 61,1% è occupato dai residenti (21.745.570), il 12,1% è in locazione tradizionale (4.306.112), mentre il 26,8% non è occupato (9.558.791). Gli immobili destinati agli affitti brevi sono circa 470.345, pari all’1,3% del totale e al 4,9% delle abitazioni non occupate (da intendersi come “Abitazioni vuote o occupate esclusivamente da persone non dimoranti abitualmente” secondo la definzione ISTAT). Il comparto, a livello nazionale, coinvolge circa 30mila operatori, genera occupazione per circa 150mila persone e interessa oltre 500mila famiglie proprietarie, con un valore annuo delle prenotazioni pari a circa 700 milioni di euro. Inoltre, per ogni euro speso per il pernottamento, il turista ne spende mediamente quattro sul territorio in servizi locali.
L’analisi AIGAB evidenzia come il fenomeno degli affitti brevi vari significativamente nei diversi territori dell’Isola, senza però incidere sulla disponibilità abitativa per i residenti. Negli hub urbani - Cagliari, Olbia e Alghero - il mercato presenta un’elevata residenzialità, con percentuali di abitazioni occupate e in affitto tradizionale in linea con le medie regionali e nazionali. In questi contesti (come si ricava dai grafici allegati), il turismo si integra nel tessuto urbano senza alterarne l’equilibrio abitativo. Cagliari, in particolare, registra una quota molto elevata di abitazioni occupate da residenti. Nelle destinazioni premium - Arzachena, La Maddalena, Palau e Santa Teresa Gallura - si osserva una quota molto elevata di abitazioni non occupate, superiore alle medie regionali e nazionali (come si ricava dai grafici allegati). Si tratta di località a forte vocazione turistica internazionale, con domanda di fascia medio-alta. Nonostante ciò, la percentuale di case destinate agli affitti brevi resta inferiore sia alla media nazionale sia a quella regionale. Nelle destinazioni leisure - San Teodoro, Budoni, Villasimius e Stintino - il fenomeno è ancora più evidente: si registra un’altissima quota di abitazioni non occupate e una bassissima residenzialità. Si tratta di mercati turistici stagionali puri, caratterizzati da una domanda abitativa strutturalmente limitata. Anche in questi casi, la quota di immobili destinati agli affitti brevi è inferiore alle medie nazionali e regionali (come si ricava dai grafici allegati).
In questo scenario, i property manager rappresentano un alleato strategico delle Istituzioni. Operano con piena tracciabilità fiscale, applicano l’IVA sui servizi, agiscono come sostituti d’imposta per la cedolare secca e garantiscono pagamenti trasparenti e tracciabili.
Le società di gestione utilizzano fornitori certificati, generando lavoro regolare e contribuendo all’emersione dell’economia sommersa. Investono inoltre in tecnologie per la gestione degli accessi e adottano modelli distributivi avanzati su più piattaforme, intercettando una domanda turistica qualificata. Raccolgono e versano ai comuni di competenza in maniera tracciata l’imposta di soggiorno. «Gli affitti brevi - ha ribadito Mimmo Moro, Delegato AIGAB in Sardegna - sono un motore di destinazione e di ricchezza diffusa, che valorizza immobili inutilizzati e contribuisce allo sviluppo sostenibile dei territori senza sottrarre case ai residenti». L’Associazione rinnova infine la propria disponibilità al confronto con le Istituzioni per promuovere politiche basate su dati oggettivi e a sostegno di un comparto sempre più centrale per il turismo italiano.
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