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Mario Salis 2 novembre 2022
L'opinione di Mario Salis
Salute e dignità, così proprio non va


La salute è considerata come la capacità che le persone hanno di "adattarsi e di autogestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive" della vita. Il compito della sanità pubblica è quello di garantire a tutti capacità di adattamento ed autogestione, per permettere a ciascuno di vivere una vita dignitosa e di qualità. Le persone anziane, soprattutto quelle costrette a letto e che necessitano di costante cura e aiuto, e che magari soffrono anche di incontinenza, rappresentano quasi sempre un caso esemplare, anche nelle questioni apparentemente più piccole come, per esempio, gli ausili di assorbenza: i cosiddetti pannoloni. Per chi vive con la pensione, perfino l'acquisto dei pannoloni assorbenti (che, per inciso non costano affatto poco) può essere proibitivo. È per questo che la sanità pubblica li passa gratuitamente.

In Sardegna, come altrove, questo servizio è stato assegnato a una ditta privata chiamata ad occuparsene. Il problema è che sono tantissime le segnalazioni che periodicamente raccogliamo dal territorio riguardo i ritardi e le modalità con cui le consegne di questi ausili vengono gestite. Segnalazioni che, nei giorni scorsi, hanno indotto il Partito Democratico, a firma di otto consiglieri, a procedere a una formale interrogazione all'assessore regionale alla sanità. È emerso infatti che le consegne, che in base al contratto stipulato dalla ditta appaltatrice dovrebbero essere garantite trimestralmente, con una tolleranza massima di 5 giorni, vengono fatte con ritardi che sfiorano i due mesi. I pacchi con i pannoloni vengono lasciati a persone non delegate alla ricezione quando non addirittura abbandonati davanti al portone (è invece prevista la consegna al piano, trattandosi di forniture trimestrali di pacchi voluminosi e pesanti), oppure, in caso di assenza del beneficiario, senza premunirsi di lasciare un'apposita comunicazione che permetta all'utente di riprogrammare la consegna.

Tutto questo in palese violazione e del contratto di fornitura e in spregio alle più elementari norme di rispetto della privacy e del buon senso. Le segnalazioni sono talmente tante e frequenti, che viene da chiedersi cosa abbia fatto in tutto questo tempo chi doveva vigilare sul funzionamento di questo servizio, ammesso che qualcuno abbia mai effettivamente vigilato. Si tratta di episodi concreti, di vita vissuta, che per le persone interessate e per i loro caregiver rappresentano un problema grande e avvilente, che ha impatto sull'igiene, sul portafoglio, sulla qualità della vita e sulla dignità dei nostri anziani. Ciò è inaccettabile. Nell'attesa di una risposta dall'assessore, ci auguriamo che l'amministrazione regionale nel frattempo rinvenga dal torpore in cui sembra caduta e cominci a occuparsi delle concrete, quotidiane difficoltà dei cittadini Sardi. A cominciare dai più fragili.

*Segretario Circolo Pd Alghero
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