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Red 1 ottobre 2020
Recovery fund: un piano per l´Isola
La Regione autonoma della Sardegna presenta al Ministero dell´Ambiente il piano di interventi da finanziare contro il dissesto idrogeologico. «Occasione per trasformare la crisi in opportunità», sottolinea il governatore dell´Isola Christian Solinas


CAGLIARI - La Regione autonoma della Sardegna ha presentato al Ministero dell’Ambiente il programma di interventi infrastrutturali relativi alla mitigazione del rischio idrogeologico da inserire nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, che l’Italia si appresta a definire in previsione dell’attuazione del Recovery fund, fondo con titoli comuni europei messo in campo dalla Commissione per contrastare la crisi economica derivata dalla pandemia e finanziare la ripresa dei Paesi più colpiti dagli effetti del Covid. Il piano presentato dalla Regione prevede cinquantacinque interventi pari a 378milioni di euro, suddivisi per grandi e piccoli Comuni dislocati in tutte le province sarde e nella Città metropolitana di Cagliari e individuati secondo criteri coerenti con le disposizioni nazionali. Rappresentano condizioni vincolanti per accedere ai finanziamenti i termini per l’appalto dei lavori, da effettuarsi entro il 2022 e il completamento delle opere da realizzarsi entro il 2026.

«Abbiamo recepito le linee guida per l’elaborazione del Piano, condivise dal Governo con le Regioni, consapevoli di avere davanti una occasione storica, quella di trasformare la crisi che stiamo vivendo in opportunità sfruttando e impiegando al meglio le nuove linee di finanziamento che l’Europa metterà a disposizione dei paesi membri. Si tratta di risorse che possono contribuire a creare sviluppo in Sardegna e combattere piaghe dolorose quali lo spopolamento dei territori e l’esodo giovanile», spiega il governatore dell'Isola Christian Solinas. Secondo l’assessore regionale dei Lavori pubblici Roberto Frongia, «le conseguenze economiche della pandemia hanno reso ancora più evidenti le carenze infrastrutturali della Sardegna e reso ancora più urgente il loro superamento. In quest’ottica, abbiamo individuato tutti gli interventi che possono accedere ai finanziamenti europei, perché coerenti con gli obiettivi posti in essere da Bruxelles e sulla base di questi abbiamo stilato un piano di intervento in grado di dare sollievo a numerosi Comuni sardi, liberando linee di finanziamento altrimenti occupate e rispondendo alla necessità di sicurezza dei territori più esposti al rischio idrogeologico. Grazie alle risorse messe a disposizione attraverso il Recovery fund, abbiamo la possibilità di movimentare i trend occupazionali e generare nuove e reali opportunità di crescita, la ripresa dell’economia sarda non può prescindere dall’avvio di nuovi cantieri, dallo sblocco di quelli fermi e dall’accelerazione nella progettazione e realizzazione in genere di opere pubbliche».

Gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico proposti dalla Regione sono suddivisi per “Interventi fondo progettazione”, “Interventi Rendis cantierabili 12 mesi”, “Interventi transizione verde”. Fanno parte della prima fattispecie di interventi, per un importo complessivo di 193.102.127euro, opere da realizzarsi nei Comuni di Tertenia, Bitti, Barisardo, Dorgali (provincia di Nuoro), Valledoria (Sassari), Gonnesa e San Nicolò Gerrei (Sud Sardegna), Assemini (Cagliari). Sono compresi nella seconda fascia di interesse i lavori a Capoterra di sistemazione idraulica del Rio San Gerolamo-Masone Ollastu e di ricostruzione delle opere per un importo pari a 25.792.248euro. Infine, sono compresi nella “transizione verde”, per un importo complessivo di 160.613.288euro, gli interventi che interessano i Comuni di Orosei, Silanus, Siniscola, Torpè, Lotzorai, Gairo, Tiana, Orgosolo, Dorgali, Nurri, Urzulei, Arzana, Villagrande Strisaili (Nuoro e Ogliastra), Villanovafranca, Carbonia, Vallermosa, Masainas, Segariu, Lunamatrona, Domus de Maria, Furtei (Sud Sardegna), Cagliari-Elmas, Capoterra, Selargius-Quartucciu, Settimo San Pietro-Quartu Sant’Elena-Quartucciu, Quartu Sant’Elena, Villa San Pietro, Capoterra-Assemini (Cagliari), Bosa e Montresta (Oristano), Tula, Porto Torres, Sassari, Ossi, San Teodoro, Arzachena, Aglientu (Sassari).

Nella foto: l'assessore regionale Roberto Frongia
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