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Red 25 agosto 2020
Mirtò: successo nel segno della sicurezza
Boom di presenze al Museo Archeologico di Olbia: mille ingressi in quattro giorni per le mostre di archeologia ed artigianato. Concerti e spettacoli nel pieno rispetto delle norme anti Covid


OLBIA - Un grande successo in sicurezza. La sesta edizione di Mirtò, il Festival internazionale del Mirto, andato in scena dal 17 al 21 agosto, si è confermato un modello di spettacolo e attrattore di pubblico verso le eccellenze artistiche ed enogastronomiche della Gallura, quest’anno rispettando le stringenti condizioni di sicurezza imposte dal Covid-19. Dal concerto di Piero Marras davanti alla chiesa di San Ponziano, a quelli dei Cordas et Cannas in Piazza Nassiriya e dei Bertas nei giardini del Museo Archeologico, il denominatore comune è stato il rispetto delle distanze, l’uso delle mascherine e il numero massimo di spettatori garantito dalle prenotazioni on-line dei posti a sedere. L’unico grande evento diffuso realizzato nel programma estivo del Comune di Olbia ha dunque superato la prova del Covid-19. Un'imponente macchina di sicurezza preventiva, regole severe per il rispetto delle distanze e lo staff di Mirtò coordinato da Giuseppe Fascì hanno consentito che tutto filasse liscio, garantendo alle persone, con un grande numero di turisti, di divertirsi, conoscere la grande forza dell’enogastronomia della Sardegna, acquistare il mirto negli stand organizzati lungo Corso Umberto e, soprattutto, assistere ai concerti in luoghi suggestivi della città, senza alcun pericolo per la salute.

«Sono molto soddisfatta per come è andata la manifestazione. Mirtò anche quest’anno ha funzionato, la soddisfazione è ancora più grande perché la manifestazione si è svolta nel rigoroso rispetto delle regole di prevenzione del virus – sottolinea l'assessore comunale alla Cultura Sabrina Serra - Questo dimostra che le manifestazioni culturali pubbliche sono possibili anche in questa difficile stagione. Sotto questo aspetto, Mirtò può essere un modello utile e replicabile in futuro anche in altri contesti. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che bisogna continuare, come singoli e come comunità, a rispettare rigorosamente le regole che ci sono state date per prevenire il diffondersi del virus. Ma siamo anche consapevoli che possiamo e dobbiamo continuare ad essere comunità e questo anche svolgendo, con le dovute precauzioni, le nostre manifestazioni pubbliche». Il pubblico ha apprezzato e, con le mascherine rigorosamente indossate, ha affollato il Museo Archeologico di Olbia. Sono state circa mille le presenze durante i quattro giorni dell’evento. Un numero record, che dimostra il grande valore della cultura e della tradizione artigiana di Olbia e della Sardegna. Mirtò ha scelto di puntare su una struttura dalle straordinarie potenzialità. Un modello polifunzionale che, con il convinto sostegno proprio dell’Assessorato alla Cultura, ha ospitato la mostra evento “Navi, traffici, mercati” dedicata al racconto e lo studio della Sardegna nelle rotte del Mediterraneo, tra preistoria ed età romana. Olbia e il mare in età antica: un passaggio suggestivo che ha rivelato il ruolo della città come centro di interconnessioni culturali nel Mediterraneo. Grande apprezzamento anche per “Tessingiu”, la mostra del tappeto sardo realizzata con il sostegno del Comune di Samugheo e del Murats, il Museo regionale dell’arte tessile sarda. Successo riscosso anche dall’esposizione dell’artigianato artistico di Olbia e della Gallura, organizzato dalla Confartigianato della Gallura.

Un altro dei punti qualificanti della sesta edizione del Festival internazionale del Mirto è stata la valorizzazione della tradizione dei piatti sardi. Mirtò ha concepito un sistema di valorizzazione dei piatti tipici galluresi concludendo un accordo con la Confcommercio di Olbia, rappresentata dal presidente Pasquale Ambrosio, con la rivisitazione dei piatti tipici e di nuovi abbinamenti legati al mirto, dai primi ai dolci, passando per i cocktail offerti da bar, gelaterie e ristoranti della città, in modo da creare una filiera commerciale capace di proporre al pubblico le ricette della tradizione in chiave originale ed accattivante. Mirtò ha confermato ancora una volta la propria visione di progetto di marketing territoriale, che ha come vocazione la promozione delle eccellenze enogastronomiche, artigianali e culturali della Sardegna a livello regionale, nazionale ed internazionale. Casa Sardegna è il marchio nato all’interno del festival per valorizzare le eccellenze sarde, che ospita la selezione dei migliori produttori agroalimentari, artigiani e artistici all’interno delle strutture. Un format di successo che ha accompagnato Mirtò nei principali eventi in Sardegna, Italia ed Europa. Tra i protagonisti i produttori di mirto della Sardegna, le cantine vinicole del Consorzio di tutela del Vermentino di Gallura Docg, i produttori delle Città dell’olio della Sardegna, una selezione di artigiani e artisti sardi e associazioni culturali locali.
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