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Mariangela Pala 2 novembre 2017
Porto Torres: isole ecologiche come bazar di rifiuti
Isole ecologiche come bazar di rifiuti con i contenitori stracolmi di spazzatura. Le festività sono sempre occasione per misurare la civiltà dei cittadini e il degrado ambientale, in particolare nelle zone riservate al conferimento dei rifiuti dei commercianti


PORTO TORRES - Isole ecologiche come bazar di rifiuti con i contenitori stracolmi di spazzatura. Le festività sono sempre occasione per misurare la civiltà dei cittadini e il degrado ambientale, in particolare nelle zone riservate al conferimento dei rifiuti dei commercianti. La città nella giornata di Ognissanti si è svegliata con i cassonetti di piazza Marinaru, piazza Tola, via Roma e della stazione marittima, traboccanti di immondizia, con le buste nere depositate attorno alle isole ecologiche insieme a materiali di ogni genere compresi oggetti di arredo che andrebbero conferiti presso l’Ecocentro.

La situazione non è più un'eccezione, a causa evidentemente della difficoltà dei controlli per mancanza di strumenti efficaci da adottare. Non soltanto nei fine settimana, quando i cassonetti si ritrovano a dover accogliere i rifiuti di due giornate, ma anche nei giorni feriali, si assiste ad isole ecologiche stracolme. Tutto ciò crea un'indecente situazione di degrado e di poca igiene in prossimità delle isole deputate alla raccolta dei diversi rifiuti, dalla carta al vetro alla plastica. Dal primo settembre, l’assessore all’Ambiente Cristina Biancu aveva annunciato che a seguito di un accordo con un’associazione ecozoofila, si sarebbe provveduto a sorvegliare maggiormente sul corretto utilizzo delle isole ecologiche.

Maggiori controlli sulle inadempienze e il rispetto dell'appalto da chi gestisce il servizio. «Inoltre – aveva detto l’assessore – abbiamo sollecitato Ambiente 2.0 affinché vengano attivate al più presto tutte le migliorie previste dal progetto-offerta. Oltre un mese fa ho chiesto all'azienda di mettere in campo tutti gli strumenti già inclusi nel contratto, tra cui l'installazione di sistemi per l'accesso controllato tramite badge o la tessera sanitaria, nonché la collocazione delle foto-trappole». Tutti strumenti ancora da attivare in grado di individuare i responsabili delle discariche abusive, ovvero chi ha fretta o coloro che non hanno tanta pazienza da dedicare alla salvaguardia ambientale. Un sistema di videosorveglianza al fine di prevenire la recidiva tentazione di trasformare alcune zone in discariche a cielo aperto.
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