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Red 10 novembre 2016
Tutela grifoni: Sardegna prima in Italia
Nell'Isola, per la prima volta sul territorio nazionale, saranno attivati i carnai aziendali per l’alimentazione dei grifoni e degli uccelli necrofagi


BOSA - In Sardegna, per la prima volta sul territorio nazionale, saranno attivati i carnai aziendali per l’alimentazione dei grifoni e degli uccelli necrofagi. L'isola è la prima Regione in Italia ad attivare le deroghe previste dai regolamenti comunitari per lo smaltimento dei Soa (carcasse animali) in Italia. L’iter di approvazione iniziato dall’Assessorato Regionale all’Ambiente con la determina n.422 del 13/05/2014 con la quale vengono valorizzati i risultati di trent'anni di progetti di conservazione del grifone in Sardegna, è stato ora definitivamente concluso con l’approvazione della determina n.1199 del 19 ottobre da parte dell’Assessorato Regionale alla Sanità.

Gli assessori della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano e della Sanità Luigi Arru si dichiarano soddisfatti dell’importante traguardo raggiunto per la tutela dell’avvoltoio Grifone, ottenuta nel più rigoroso rispetto delle norme sanitarie che consentiranno l’attivazione di stazioni di alimentazione per il grifone e gli uccelli necrofagi nelle aziende che ricadono nell’areale del Bosano e Piana di Campeda. Si tratta di un provvedimento sollecitato dal progetto “Life Sotto le ali del grifone”, finanziato dal Programma Life dell’Unione europea e condotto dall’Università degli Studi di Sassari insieme all’Agenzia Forestas, al Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e al Comune di Bosa, per tutelare l’unica colonia naturale di questa avvoltoio in Italia.

«È un risultato importantissimo – spiegano i responsabili del progetto - che riconosce e promuove quel mondo agropastorale che ha saputo mantenere vivo il rapporto mutualistico tra l’uomo e il grifone. Una decisione che premia le tante associazioni che da trent'anni si battono per la conservazione di questa specie». Correva l’anno 2001 quando a seguito del morbo “Mucca pazza” e del successivo regolamento europeo n1774 sono state poste forti restrizioni allo smaltimento delle carcasse di animali di allevamento. Da allora Francia, Spagna e Italia si sono impegnate per ottenere delle deroghe sullo smaltimento che tutelassero la salute pubblica e la conservazione di questi animali. La consapevolezza del valore che hanno i necrofagi nella catena alimentare ha premiato soprattutto la Spagna e la Francia che, grazie all’incremento di buone pratiche ed alla loro condivisione, hanno scongiurato il rischio di estinzione per i grifoni e vedono crescere le popolazioni di altri due “vulturidi”: il monaco ed il gipeto.

L’Italia è riuscita a ottenere delle deroghe necessarie, ma non sufficienti a garantire la conservazione di questi animali. E cosi, nel 2014, il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari, insieme a Forestas, al Corpo forestale ed al Comune di Bosa, ha deciso di presentare un progetto Life per migliorare lo stato dell’arte ed utilizzare nel nostro territorio le buone pratiche adottate con successo in tutta Europa. Per martedì 15 e giovedì 17 novembre, sono state programmate a Bosa e Macomer delle assemblee con gli allevatori della zona per illustrare questa possibilità, le cui procedure autorizzative saranno in capo al Servizio Veterinario di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche dell’azienda sanitaria.
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