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Antonio Sini 2 marzo 2007
Mariotti a porte chiuse, i giocatori: meglio così che a Tempio
Nessun dramma per l’assenza di pubblico: atto doloroso ma dovuto. Tra 15 giorni la squadra sarà nuovamente in casa davanti ai suoi tifosi


ALGHERO – Si è tentato in tutti i modi di scongiurare quello che alla vigilia si temeva: il Mariotti off limits per il pubblico. La Commissione, composta da dirigenti della Prefettura, del Coni e del Comune di Alghero, venerdì mattina ha rivisitato il Mariotti, prendendo atto dei lavori sin qui eseguiti, ma contro il Merate non ci potrà essere pubblico. E’ stata realizzata quasi a tempo di record la tribunetta dietro la porta, come si vede nella foto, sul lato di via Vittorio Emanuele. Lo spogliatoio sarà ultimato entro sabato, e consentirà un ingresso separato per i direttori di gara, mentre un prefabbricato in T.M.T, dotato di riscaldamento e doccia, sarà posizionato di lato, e ospiterà le donne che arbitreranno al Comunale di Alghero. Lo spazio per gli ospiti è stato tutto cementato, e non ci sarà più possibilità di trovare inerti e pietrisco a portata di mano. Inoltre le porte del vecchio e glorioso spogliatoio adibito a deposito attrezzi sono state murate. La palestra è stata isoltata, manca solo un pezzo di rete sino al confine con il vivaio comunale, ma per il resto il lavoro è concluso. La rete di recinzione di fronte alla tribunetta ospiti è stata rinforzata con altri pali in metallo. Un gran daffare che non è valso a far giocare l’Alghero con il pubblico amico degli abbonati: era quanto auspicato dalla società. Intanto i giocatori hanno chiuso la settimana di allenamento sul sintetico di Santa Maria La Palma. Tra loro stati d’animo sulla stessa lunghezza d’onda: meglio a casa, anche se a porte chiuse.Così il capitano Gorge Dossou: «Va benissimo giocare sul terreno del Mariotti, anche a porte chiuse. Molto meglio di giocare a Tempio con trenta persone che gufano contro. Lontano dal nostro terreno di gioco e senza pubblico è come giocare in allenamento. Disputeremmo una grossa partita per i nostri tifosi». Concorda con il capitano Falco: «Al Mariotti abbiamo i punti di riferimento che i giocatori fissano a memoria. Un tabellone pubblicitario, la stessa rete di recinzione ci da la misura esatta della nostra posizione in campo e spalle al gioco. Meglio il terreno del Mariotti, il nostro terreno di gioco, che giocare fuori casa in tutti i sensi, pubblico compreso, seppur poco numeroso». Neanche Giammario Rassu si perde d’animo: «Giochiamo per vincere e basta, senza pubblico non è bello, ma giocare a Tempio che senso ha? Ormai dobbiamo solo puntare a un risultato, siamo concentrati e sicuri di far bene, portino pazienza i nostri tifosi». È Antonello Calvia allenatore in seconda dei giallorossi, che alla fine trova le parole migliori per giustificare tutti: «Dopo quello che abbiamo visto in Tv, dopo le scorribande di pseudo tifosi, è naturale che gli organi deputati all’ordine pubblico negli stadi siano inflessibili. Se gli impianti non sono a norma i dirigenti delle Prefetture gli Organi Comunali, sono da capire. Vi immaginate lo stato d’animo di chi dà i permessi in situazioni di pericolo, e le responsabilità conseguenti? Ora giochiamo una partita a porte chiuse - conclude Calvia - poi una trasferta a Villacidro, dopo il nostro pubblico ci vedrà per tre volte in una settimana in casa, è solo questione di pazienza». E se i diretti interessati concordano tutti che il provvedimento sia il male minore, ora non rimane che attendere quindici giorni per vedere il Mariotti con il suo pubblico sulle gradinate.
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