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Marcello Moccia
13 febbraio 2007
Alghero: Ecco Antonio Toma
Il nuovo allenatore dell’Alghero è il quarantatreenne Antonio Toma, nativo di Maglie, che dopo ventuno giornate è subentrato a Carmine Nunziata

ALGHERO – Si parlerà pugliese nella panchina giallorossa. Il nuovo allenatore dell’Alghero è il quarantatreenne Antonio Toma, nativo di Maglie, che dopo ventuno giornate è subentrato a Carmine Nunziata. A lui il compito di prendere per mano l’Alghero e di accompagnarlo, nelle prossime tredici partite, il più in alto in classifica. Base di partenza: recuperare sei punti di ritardo alle capoliste Tempio e Uso Calcio. Antonio Toma, da giocatore, approda, nella stagione '80/'81, nella primavera del Casarano ed esordisce, a soli 17 anni, in serie C2; colleziona solo 4 presenze ma sufficienti a garantirgli la riconferma per le stagioni seguenti. Due anni di C1, in cui totalizza 11 e 21 presenze. Nel '83/'84 il ritorno a Maglie, nelle file della squadra che, scherzo del destino, porta il suo nome: l'U.S. "Antonio Toma". Quattro anni in serie D con la casacca giallorossa ed i primi gol. Nella stagione '87/'88 il ritorno a Casarano, dove contribuisce con 7 reti alla promozione in C1 della formazione rossoazzurra. Un'altra annata e altri quattro gol. Poi il ritorno a Maglie (16 goal nella stagione '89/'90 in serie D), un anno a Bisceglie in C2 (8 reti) ed un anno a Matino (14 goal in serie D). Nella stagione '92/'93 il ritorno a Maglie. Si riparte dall'Eccellenza. 11 goal e pronta risalita nel calcio che conta. L'anno successivo la matricola magliese si piazza alle spalle del Benevento: Toma realizza ben 25 reti ma non bastano per centrare la seconda promozione consecutiva. L'anno seguente realizza 14 centri per poi vestire, nella stagione '95/'96, la maglia del Nardò! In granata segna 11 reti. Veste per un altro anno la casacca giallorossa (12 reti) per poi concludere la carriera da calciatore nell'Aradeo: è la stagione '97/'98 e Toma segna 13 goal in Eccellenza portando l'Aradeo in serie D. Nel maggio 1998 appende le scarpette al chiodo e intraprende la carriera da allenatore. Ha due patentini, uno di terza categoria, che permette di allenare sino al campionato nazionale dilettanti, ed uno per allenare i settori giovanili delle società professionistiche. Lui preferisce cominciare dalla vicina San Cassiano, in Promozione, ed al primo tentativo centra una storica promozione: il San Cassiano viene promosso in Eccellenza. L'anno seguente siede sulla panchina magliese, ma la squadra che gli viene affidata è una lontana parente di quella in cui militò e che lui fece grande. Decide allora di farsi da parte, ma le offerte non mancano e Toma si accasa a Manduria, in Eccellenza, riportando subito i biancoverdi tra i semiprofessionisti e conquistando un ottimo sesto posto in classifica nella stagione '01/'02. Nella successiva, sempre alla guida dei biancoverdi tarantini, ripete in parte gli ottimi risultati ottenuti ma incomprensioni con la dirigenza lo convincono a mettersi da parte. La stagione 2003/2004 lo vede accasarsi a Gallipoli che modella a suo immagine e somiglianza: a fine stagione saranno 25 le vittorie su 34 partite, 16 i punti di distacco dalla seconda posizione e per gli jonici una cavalcata trionfale verso la serie D. L’anno successivo la chiamata di Ermanno Pieroni, patron del Taranto ma i guai di Pieroni con la giustizia per la cattiva gestione dell’Ancona mandano all'aria tutti i progetti. Per Toma un anno di inattività, poi la svolta. La chiamata dal Pisa. Subentra a Domenicalli ma viene sostituito da Mariani. Successivamente rientra nel club nerazzurro al posto di Mariani e conduce alla salvezza, via playout, i pisani evitando nel corso dei play-out con la Massese la retrocessione in C2. Adesso ha a disposizione tredici gare per tornare a far decollare l’Alghero. L’Olginatese il primo ostacolo, non basso però, da superare.
Nella foto Antonio Toma
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