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Red 16 marzo 2011 video
Clara e Benito: il libro di Chessa | Autori
Le lettere rivelano due certezze: per Clara, Mussolini è un mito quotidianamente rinnovato in un flusso inarrestabile di parole; per Mussolini, Clara è l'ultima risorsa esistenziale mentre sente crollare il mondo intorno a sé. La presentazione del libro a Sassari


SASSARI - Tanto per cominciare si chiama Clara, non Claretta. Così vuole essere chiamata lei. Così la chiama Mussolini nelle 318 lettere che le scrive tra il 10 ottobre 1943 e il 18 aprile 1945, durante i seicento giorni della repubblica di Salò. Dal fondo Petacci, conservato da sessant'anni nei faldoni dell'Archivio centrale dello Stato, emerge una corrispondenza personale destinata a cambiare l'immagine storica di Clara Petacci e, insieme, a riscrivere la vulgata sulla "repubblica di Mussolini". Perché Clara, fascista totale e antisemita, nelle lettere si rivela non solo confidente sentimentale, ma anche consigliere politico, interprete privilegiata del pensiero del Duce in quanto sua prima amante in carica.

Sul governo della repubblica di Salò grava la pesante autorità dei plenipotenziari tedeschi e il ruolo di Mussolini non è che uno sbiadito simulacro delle ormai svanite ambizioni imperiali del regime. Clara stessa viene a trovarsi sotto il fuoco incrociato di due potentati - il clan famigliare da una parte e il fascismo intransigente dall'altra - fino a diventare bersaglio di mille trame, obiettivo di spie, sicari, sicofanti e traditori.

Durante i mesi tragici che scandiscono l'inasprirsi della guerra civile e l'inesorabile avanzata delle truppe angloamericane sul territorio italiano, si susseguono i numerosi progetti di fuga orditi da Mussolini e dalla Petacci: prima si pensa all'Ungheria, poi alla Svizzera, infine alla Spagna anche se, a un certo punto, balena persino l'ipotesi del Giappone. Ma uno dopo l'altro, tutti i tentativi falliscono.

Le lettere rivelano due certezze: per Clara, Mussolini è un mito quotidianamente rinnovato in un flusso inarrestabile di parole; per Mussolini, Clara è l'ultima risorsa esistenziale mentre sente crollare il mondo intorno a sé. Fu vero amore. Anche. A Salò il sesso viene usato come un'arma per continuare la politica con altri mezzi. Massima, infatti, è la vigilanza di Clara per le amanti occasionali e saltuarie del Duce. Amore e politica, militanza e passione, sesso e ideologia: la relazione tra Clara e Benito a Salò non è stata una semplice storia d'amore perché la politica ne è stata il motore sino alla fine, quando la scena madre di piazzale Loreto - imprimendole il sigillo della storia - l'ha trasformata in un legame simbolico e indissolubile.

Nella foto: gli autori di "L'ultima lettera di Benito. Mussolini e Petacci: amore e politica a Salò 1943-45", Pasqaule Chessa e Barbara Raggi
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