Giornata dedicata al tema della salute mentale ieri. Importanti esperti a confronto su un problema che deve riguardare l´intera comunità e non solo le famiglie interessate dal dramma. Annunciato per Alghero il potenziamento dell´attuale struttura dedicata ai malati mentali
ALGHERO - Solo chi ha un congiunto affetto da disagi mentali conosce il dramma dell’isolamento: spesso lasciate sole le famiglie ad affrontare la responsabilità di un parente psicolabile parcheggiato fuori dalla società senza possibilità di inserimento. Eppure le leggi ad hoc non mancano. Ciò che stenta a decollare è l’attuazione, come è stato ribadito più volte ieri mattina nella sala conferenze di San Francesco: «La legge 180 è ricca di contenuti ma sporadica è stata finora la sua applicazione», ha evidenziato Lisetta Boglioli, presidente dell’associazione Il Labirinto che ha è riuscita a dare continuità alla riflessione sul problema della salute mentale organizzando per il secondo anno consecutivo una giornata dedicata a questo delicato tema. E’ triste pensare che a fare la differenza tra isolamento e integrazione sia il certificato di residenza del malato psichiatrico che in base alla città in cui vive può aspirare al recupero o andare incontro al fallimento certo. La Asl ha intenzione di investire nuove energie per offrire un’assistenza più adeguata. L’obbiettivo su cui si sta lavorando è dotare le singole unità operative nei vari centri della provincia di servizi più adeguati. Alghero in questa strategia potrebbe rappresentare un modello pilota: «Stiamo valutando di programmare una riqualificazione del Centro di salute mentale per offrire il servizio dalle 12 ore attuali a 24 e prevedere la possibilità di un’ospitalità notturna», ha annunciato Alba Corona responsabile del DSM di Sassari. Punto di partenza per la riqualificazione dei servizi psichiatrici è creare un luogo accogliente per il malato. «Le strutture, che sembrano rispecchiare la cultura dell’isolamento, vanno ripensate», ha precisato Giuseppe Dell’Acqua, responsabile del dipartimento di salute mentale di Trieste. Ospite al tavolo dei relatori anche il dottor Nunziante Rosania, direttore dell´ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona - Pozzo di Gotto il quale ha parlato proprio del futuro di questo genere di strutture.
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