L'alunno è il centesimo diplomato della Scuola di Specializzazione i Beni archeologici, che compie venti anni. «Percorso fondamentale per la conoscenza, eccellenze come questa ci consentono di restare Research University», sottolinea il rettore dell'Università di Cagliari Maria Del Zompo
CAGLIARI - E’ Alberto Mossa il centesimo diplomato della Scuola di specializzazione in Beni archeologici diretta da Rossana Martorelli, che ha tagliato oggi il traguardo dei venti anni: una storia lunga, costellata di soddisfazioni, come la percentuale di circa il 77percento di coloro che lavorano dopo aver conseguito il titolo. Tesi di laurea, discussa con il professor Carlo Lugliè, sull’attività metallurgica e siderurgica nelle fasi finali del bronzo finale della Sardegna nuragica.
Ed a complimentarsi con il dottor Mossa c’era questa mattina (giovedì) anche il rettore dell'Univeristà degli Studi di Cagliari Maria Del Zompo: «Il vostro – ha detto rivolta agli specializzandi e ai docenti – è un percorso fondamentale per la conoscenza. La Scuola può adesso crescere aprendosi verso altri Paesi: grazie alla qualità del vostro corso siamo attrattivi anche in questo settore culturale. Ancora una volta mostriamo la profonda interdisciplinarietà dei nostri studi, come abbiamo fatto anche con “UnicaComUnica”, l'open day di martedì. E’ una ricchezza per la città e per la regione».
«La scuola è sempre stata un trampolino di lancio verso il mondo del lavoro – ha spiegato la professoressa Martorelli – Perfezioniamo la formazione degli archeologi con apporti interdisciplinari di docenti di tutte le facoltà». Il direttore del Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio Francesco Atzeni, ha aggiunto che «la scuola è fondamentale per lo sviluppo culturale dell’Isola e la formazione di figure specializzate che possano operare nel contesto culturale ed economico dell’Isola. Con il Dipartimento opera in sinergia con diverse istituzioni, in particolare con la Soprintendenza ai beni archeologici della Sardegna». La professionalità acquisita dai laureati lascia il segno in termini di cultura e formazione, in un settore che si affaccia con sempre maggiore convinzione sulle nuove tecnologie. «Sono tifosa della geoarcheologia e della bioarcheologia – ha aggiunto il magnifico – Possiamo sviluppare un percorso di alto livello su questi temi. E’ grazie alla qualità della formazione che resteremo research university».
Nella foto: i complimenti ad Alberto Mossa dalla professoressa Rossana Martorelli
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