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Mario Bruno 7 agosto 2006
Sanità: la cura di Mario Bruno in una lettera aperta


Ritengo segno di crescita civile della popolazione algherese l´attenzione che vi è in questi giorni sul tema della sanità e sui numerosi e qualificanti provvedimenti che la Regione sta assumendo nell´esclusivo interesse dei malati e dei loro familiari.

Purtroppo, e occorre rimarcarlo per evitare che la memoria ci inganni, nel passato non è sempre stato così. Anzi, più volte i provvedimenti degli amministratori pubblici hanno guardato più agli interessi clientelari che alle esigenze dei cittadini.

Spero che tutti coloro che sono intervenuti, in città, anche con accenti critici, vogliano riconoscere che: 1) questo Consiglio Regionale con maggioranza di centrosinistra, ha approvato la riforma del servizio sanitario, legge in vigore in tutta Italia dal 1999 e di cui solo la Sardegna era priva; 2) appena insediata, la nuova Giunta regionale ha avviato il procedimento per l´adozione del Piano sanitario regionale, poi approvato dall’esecutivo e ora all’attenzione del Consiglio: mancava da 20 anni; 3) grazie alla buona gestione amministrativa della giunta Soru, in pochissimi anni, la Regione Sardegna ha migliorato i suoi conti rispetto al drammatico disavanzo cresciuto con le precedenti giunte di centro-destra. Con questo importante risultato, la Sardegna non è stata coinvolta nei provvedimenti nazionali di incremento delle imposte per ridurre il deficit della spesa sanitaria.

Questi sono fatti importanti e che non possono essere dimenticati, soprattutto da chi, dopo una lunga militanza nei partiti di destra, si sveglia oggi mostrando grandi preoccupazioni per la sanità algherese, mentre in passato regnava un silenzio assordante. Forse prima andava tutto bene?

Al primo posto vengono gli interessi dei malati e poi quelli di tutti gli altri: questo è il primo segno della discontinuità già in atto e del cambiamento di rotta nella visione strategica della sanità. Altrimenti avremmo continuato, come in passato, a buttare soldi in un pozzo senza fondo.

Quindi ha ragione, Mario Dore, dirigente di Stella Nascente. Le razionalizzazioni non devono essere fatte sulla pelle dei pazienti. Sono assolutamente d´accordo e mi batterò in ogni sede affinché questo principio etico, prima che politico, abbia cittadinanza in ogni fase delle decisioni politiche.

Su Alghero bisogna intervenire, supportando la indiscussa professionalità dei medici e degli operatori, con l’eliminazione delle indecorose situazioni che si verificano nel reparto di Medicina – situazioni che, ricordo, persistono da lungo tempo e non da ieri -, anche dotando il territorio di strutture di residenza sanitaria assistita.

È in via di avanzata definizione l’istituzione dell’Unità di Terapia intensiva cardiologia e postoperatoria, che solo ora, con l’approvazione della legge di riforma, può essere inserita nell’Atto Aziendale della ASL e contestualmente finanziata dalla Regione. Altrettanto necessaria è la creazione di un reparto di Urologia di eccellenza, a servizio di un’utenza vasta, a favore della quale si sta concretamente operando.

La immediata messa in sicurezza ed adeguamento strutturale dell’Ospedale Civile e la dotazione della risonanza magnetica: sono altre misure in via di definizione, poiché considerate prioritarie dalla dirigenza della ASL. Per quanto riguarda il Marino, ribadisco che la proposta contenuta nel Piano Sanitario, oggetto di discussione dal prossimo settembre, non prevede nessun accorpamento. Anzi, nulla cambia nell’offerta della tipologia di prestazioni sanitarie, o nelle sedi in cui queste attualmente sono garantite. Si propone solo una organizzazione amministrativa integrata tra il Civile e il Marino, a tutto vantaggio dell’utenza. Non sono previsti tagli, abbattimento di posti-letto, smantellamento di strutture. Perché allarmarsi?

La Giunta regionale è orientata verso la costruzione di un nuovo ospedale civile, nell´attuale sito, in una formula progettuale più funzionale e moderna rispetto a quella attuale. Sarebbe, credo, una importante conquista per il territorio e per gli interessi reali dei cittadini.

Ben venga, dunque, la critica, quando non è strumentale e finalizzata alla infinita campagna elettorale: è lo stimolo più importante per chi amministra la cosa pubblica. Anzi, colgo l´occasione per invitare i cittadini a mantenere alta l’attenzione sui problemi della sanità, rivendicando sempre, nei confronti di chi amministra, l´adempimento dei doveri e l´attuazione del programma di governo presentato agli elettori.
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