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Attilio Dedoni
15 maggio 2015
L'opinione di Attilio Dedoni
Sassari-Olbia, la verità è difficile da nascondere
Alzi la mano chi può dirsi sorpreso alla notizia dell’ennesimo stop ai lavori sulla Sassari-Olbia. Se per caso qualcuno ha creduto agli annunci trionfali del presidente dell’Anas sui lavori che procedono spediti e che saranno terminati nei tempi previsti, è arrivato per lui il momento di ricredersi: magari tra un anno saranno davvero percorribili i lotti a ridosso delle due città, ma saranno due monconi destinati a restare divisi ancora per chissà quanti anni, se non decenni, in quella che rischia di diventare la più grande incompiuta nella storia, non certo gloriosa, delle opere pubbliche in Sardegna.
In principio fu la gallina prataiola. Da lì in avanti è stato un continuo superarsi, toccando ogni volta nuove vette di ridicolo. La verità è difficile da nascondere, a meno che qualcuno non voglia sostenere che sono gli stessi pennuti a gestire i lavori: l’opera è stata appaltata a imprese che non sono in grado di portarla a termine, in alcuni casi neanche di superare la fase della progettazione esecutiva. Comunque la si rigiri, a tornare in ballo è sempre l’Anas, con i suoi affidamenti tutt’altro che trasparenti ad imprese che spesso si scoprono coinvolte in vicende giudiziarie a dir poco inquietanti, con la totale assenza di controlli nelle varie fasi dei lavori, con i tempi e i costi di esecuzione che lievitano all’infinito lasciando i sardi privi di un collegamento viario indispensabile e ingurgitando centinaia e centinaia di milioni di euro provenienti dalle nostre tasche.
La soluzione per liberare la Sardegna dall’ormai insostenibile "servitù stradale", che si affianca a quelle militari e a tutte le altre limitazioni che lo Stato italiano impone alla nostra autodeterminazione, è soltanto una: cacciare via l’Anas dall’Isola e affidare la gestione della rete viaria a un’agenzia regionale. Ogni giorno trascorso senza che la maggioranza di centrosinistra, autonomista, identitaria, sovranista e indipendentista accetti di discutere questa proposta, è un giorno in più di ritardo nella realizzazione di un sistema di collegamenti interni degno di un paese civile e le responsabilità di questo vanno cercate a Cagliari, non certo a Roma.
*capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale
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