Salvatore Usala, colpito dalla malattia e segretario del Comitato 16 febbraio, ha annunciato un nuovo presidio davanti alla sede dell'Assessorato Regionale della Sanità, se il presidente Pigliaru non troverà una soluzione
CAGLIARI – Una nuova Finanziaria che taglia i fondi per le cure e per agevolare la vita di chi deve convivere con gravi disabilità, evitando di far perdere il lavoro a migliaia di operatori del settore. Parte da qui la protesta di Salvatore Usala, colpito dalla malattia e segretario del “Comitato 16 febbraio”, che ha inviato una lettera al presidente della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, all'assessore regionale della Sanità Luigi Arru ed al vicepresidente regionale ed assessore della Programmazione Raffaele Paci.
L'immobilismo dell'Ente regionale porterebbe ad una protesta suddivisa in due step: da martedì 10 febbraio, uno sciopero della fame parziale (per circa il 50percento delle calorie che compongono il fabbisogno di una persona); da mercoledì 18, sciopero della fame e della sete totale, con un presidio permanente davanti alla sede cagliaritana dell'Assessorato Regionale della Sanità.
Usala chiede atti ufficiali da parte della Giunta Regionale e bussa alla coscienza della classe politica isolana: «avete due settimane di tempo per fare delibere e atti, dimostrate una volta sensibilità e civiltà. Diamo risposte a chi dice che stiamo nel terzo mondo. Tutto è certificato dall'emendamento della Giunta alla Finanziaria (il 239) che prevede 166milioni di finanziamento massimo per il fondo regionale della non autosufficienza, erano previsti 202 dalla Finanziaria 2014 nel piano triennale. Ma come vi è venuta in mente questa follia, senza dirci nulla e proprio mentre una Commissione di esperti nominata da voi sta riqualificando il sistema?», conclude.
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