«Vogliamo andare incontro ai pazienti non autosufficienti, a coloro le cui patologie inibiscono un'agevole fruizione dei servizi e delle strutture sanitarie convenzionali», lo dicono da Cagliari i consiglieri regionali Peru e Cherchi
CAGLIARI - «Autorizzare la libera professione per gli operatori sanitari non solo sarebbe un giusto riconoscimento a competenze consolidate, ma è altresì la miglior risposta alle esigenze dei pazienti e in particolari di chi versa in una condizione di disagio patologico e invalidante». Così Antonello Peru e Oscar Cherchi (Forza Italia) sintetizzano lo spirito della proposta di legge presentata in Consiglio regionale.
«Vogliamo andare incontro ai pazienti non autosufficienti, a coloro le cui patologie inibiscono un'agevole fruizione dei servizi e delle strutture sanitarie convenzionali. Non sono certo rari i casi in cui un servizio domiciliare può risultare realmente efficiente. La nostra proposta intende essere uno strumento per spronare il Parlamento a legiferare in materia: occorre un atto di rottura, che sta avvenendo anche in altre Regioni, per sollecitare il legislatore nazionale a dare al sistema e a chi vive quotidianamente la realtà sanitaria una risposte concreta».
«La legge sarebbe anche un argine contro il fenomeno dell'esercizio abusivo delle professioni, la cui diffusione ha raggiunto livelli allarmanti. Accordare agli operatori del settore sanitario infermieristico, tecnico, della riabilitazione, della prevenzione, nonché ai professionisti in ostetricia e al personale di supporto Oss, la possibilità di esercitare la libera professione in forma individuale o associata, a domicilio o presso aziende ospedaliere e strutture convenzionate con il Servizio sanitario regionale è un modo per andare a coprire un vuoto e costruire un sistema sanitario sempre più a misura di cittadino».
Nella foto Antonello Peru
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