La vicenda sta facendo il giro del web come uno tsunami: il gruppo facebook creato da Roberta Mamusa, la mamma di Manuel Piredda, accusato di aver bruciato col cherosene la moglie Valentina Pitzalis tre anni fa e morto nello stesso rogo divampato successivamente sta diventando un caso mediatico
CAGLIARI - Ormai la vicenda sta facendo il giro del web come uno tsunami: il gruppo facebook creato da Roberta Mamusa, la mamma di Manuel Piredda, accusato di aver bruciato col cherosene la moglie Valentina Pitzalis tre anni fa e morto nello stesso rogo divampato successivamente, nel giro di pochi giorni conta quasi 8mila iscritti.
La vicenda si svolse nel 2011 a Carbonia: nei giornali, in tv e nel web la ragazza, Valentina Pitzalis è ormai diventata un’icona alla lotta contro il femminicidio. La donna, ormai deturpata al volto, senza una mano e con l’altra ricostruita a causa delle bruciature del cherosene, è diventata un simbolo: ha presenziato in moltissime battaglie in tv contro la violenza sulle donne, ha scritto un libro e spesso compare come testimonial a sostegno della guerra contro il femminicidio. Questa la storia raccontata finora: perché la mamma di Manuel non ci sta più.
Pochi giorni fa Roberta Mamusa ha messo online i quaderni con delle lettere scritte da Valentina: lettere piene di rabbia, ossessive nei confronti del marito verso il quale traspare chiaramente una gelosia furiosa e un amore morboso. Roberta Mamusa, la cui versione della storia è sempre stata tenuta celata ai mass media, a questo punto è uscita allo scoperto: chieda a gran voce che il caso venga riaperto. Si domanda come mai il figlio, presunto omicida, colui che avrebbe versato dall’innaffiatoio (che non è stato mai trovato) il cherosene, sia poi finito bruciato lui stesso: come mai Valentina invece reca danni solo in viso e negli arti superiori, come se invece sia stata lei a versare il liquido infiammabile che poi le sarebbe scoppiato in mano? Perché non è mai stata fatta l’autopsia del corpo di Manuel nonostante sia anche stato trovato con la testa spaccata?
Sul web il caso impazza. Roberta Mamusa chiede solo che venga fatta chiarezza per una storia che a detta sua e di tanti suoi sostenitori ha delle falle grosse che devono essere messe in luce. Tantissimi ora i commenti di solidarietà verso la mamma del ragazzo e tantissimi i consigli su come affrontare la vicenda alla luce delle nuove prove per capire realmente come sia morto Manuel.
Nella foto Manuel Piredda (dal gruppo Facebook Verità e giustizia per Manuel)
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