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Cagliari OgginotiziealgheroEconomiaAeroporto › «Aeroporto rischia di scomparire». La bomba di Bruno in Consiglio
S.A. 23 ottobre 2014
«Aeroporto rischia di scomparire»
La bomba di Bruno in Consiglio
Il sindaco di Alghero si mostra preoccupato durante l'ultima seduta del Consiglio comunale sulla situazione dello scalo aeroportuale della Riviera del Corallo


ALGHERO - «C'è un aeroporto che rischia di scomparire, l'ho detto quando ho incontrato i consiglieri regionali del territorio, lo sto dicendo a gran voce ma non trovo il consenso di questo Consiglio comunale che non ne parla, forse non gli interessa. Un aeroporto che potrebbe ottenere dall'Enac la cancellazione della concessione totale». E' il sindaco Mario Bruno a lanciare la "bomba" in aula durante la discussione della delibera sulla tassa di soggiorno [LEGGI] e [GUARDA]. Una discussione per molti versi giudicata "sterile" e "demagogica" nonostante i grandi temi che attanagliano il territorio: «bisogna uscire dalla logica del luogo comune e dal pettegolezzo» dice rivolto ai banchi dell'opposizione.

Nessun bersaglio o tutti nelle esternazioni del primo cittadino che prosegue a ruota libera e "in prima persona plurale" (come diceva il suo slogan durante la campagna elettorale): «non riusciamo a garantire la diversificazione delle rotte e dei vettori, credo che bisognerà intervenire per una ricapitalizzazione che porti all'arrivo di un processo di privatizzazione». Parole che, sebbene seguano i recenti annunci sulla crescita dei passeggeri nella stagione appena conclusa, Bruno ribadisce l'indomani contattato telefonicamente da Alguer.it: «è chiaramente una fase delicata in cui la Regione deve fare la sua parte in termini di capitalizzazione per procedere con quella fase di privatizzazione parziale avviata da Cappellacci».

Il momento è delicato anche per il management Sogeaal (società che gestisce lo scalo) nominato durante il mandato del centro-destra, e che ora deve fare i conti con il nuovo governo di centro-sinistra che dovrà decidere se confermarlo o meno. Un passaggio fondamentale è il bilancio, già consegnato nei mesi scorsi in Regione, ma ancora non reso pubblico. L'ente, dunque, decide in qualità di unico azionista (con l'Assessorato ai Trasporti e Sfirs), ricapitalizza in caso deficit, ma è anche creditrice dello stesso scalo per i contributi co-marketing mai versati per gli anni successivi al 2010. Il timore degli uffici cagliaritani è sempre lo stesso, ossia di finire nell'occhio della Commissione Europea per aiuti di stato, almeno per gli ultimi 4 anni, poichè su quelli precedenti a quel periodo è stata riconosciuta la legittimità degli accordi con la compagnia irlandese Ryanair (qualche problema invece con Meridiana e Germanwings)[LEGGI].

Finanziamenti essenziali che sono mancati alle casse della società per la gestione di un aeroporto rilanciato anche da un punto di vista strutturale. Qualche miglioria è già stata possibile, l'ingresso di alcune attività commerciali ha iniziato a cambiare il volto del Riviera del Corallo (che fino a qualche anno fa aveva solo un bar e un tabacchino), ma per il progetto di un aeroporto moderno e funzionale si è ancora lontani, ed è irrealizzabile senza quei fondi Cipe, ben 14 milioni, stanziati nel 2009 e approvati nel 2013 in un protocollo Regione-Sogeaal, oggi definanziati. «In questo contesto e in un'ottica nazionale di rivisitazione degli aeroporti minori, è chiaro che abbiamo una lente di ingrandimento puntata dall'Enac. Cosa possiamo fare noi come Comune» si domanda il primo cittadino. «Dobbiamo contare, avere la possibilità di entrare nella programmazione. Anche se nella prima fase di privatizzazione ci dovrà essere un controllo pubblico costante su strategie e occupazione».
Commenti
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