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Red 6 aprile 2014
«Niente termodinamico a Cossoine e Giave»
E’ questo il commento con cui Battista Cualbu e Giuseppe Casu, Presidente e Direttore di Coldiretti Sassari, hanno ribadito l’appoggio della Associazione alla lotta del Comitato


SASSARI - Siamo stanchi di vedere la nostra isola oggetto di interventi speculativi che consumano e rovinano uno dei nostri beni più importanti: il suolo agricolo. E’ questo il commento con cui Battista Cualbu (nella foto) e Giuseppe Casu, Presidente e Direttore di Coldiretti Sassari, hanno ribadito l’appoggio della Associazione alla lotta del Comitato per il NO al termodinamico a Cossoine e Giave. «Si tratta – afferma Cualbu – di un intervento che sottrarrebbe 160 ettari di terreno fertile e vocato alle nostre risorse più preziose: il suolo agricolo e l’agricoltura! Da tempo affermiamo che la Sardegna ha bisogno di un piano per il futuro, incentrato sull’agroalimentare di qualità, che esalti le potenzialità dei territori: è naturale allora la nostra contrarietà ad un progetto che, in un area di pregio sotto il profilo agricolo, vuole innestare un intervento che nulla ha a che fare con l’agricoltura, e che con la stessa non è assolutamente compatibile».

E’ arrivato il momento delle scelte – prosegue Casu – la Politica Regionale deve dire con chiarezza che idee ha per il futuro della Sardegna, e dare netti indirizzi programmatici che collochino il tema delle energie rinnovabili, e dell’energia più in generale, in logica connessione con tali idee. La Sardegna ha bisogno di un Piano di Sviluppo, e di un Piano Energetico ad esso coerente.

«L’assenza di un visione di insieme – concludono Cualbu e Casu – lascia spazio a mega progetti che occupano e trasformano il suolo agricolo dell’Isola e che lasciano al territorio solo le briciole. Una situazione del genere non può che vederci alleati dei cittadini, e delle imprese, che ben hanno capito il valore del territorio, del paesaggio e dell’agroalimentare di qualità, veri motori che garantiscono ed assicurano la vitalità delle nostre comunità. Su Giave e Cossoine, faremo quello che abbiamo fatto ad Arborea per il Progetto Eleonora e a Decimoputzu, per l’impianto di Fluminimannu: renderemo disponibili le nostre competenze tecniche e, se queste non saranno sufficienti, faremo sentire la nostra presenza con le imprese agricole del territorio e con le popolazioni locali perché non tollereremo più ulteriori scippi fatti alla Sardegna».
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