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Red 20 gennaio 2014
Nuovo piano aeroporti: Cagliari di primo livello
Anche gli scali sardi di Olbia e Alghero – definiti invece di interesse nazionale - continueranno a beneficiarne del finanziamento nazionale


CAGLIARI - Presentato dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, il nuovo piano del sistema aeroportuale va a sostituire quello proposto a gennaio 2013 (e mai approvato) dall’allora ministro Corrado Passera e ha come obiettivo quello di riordinare e razionalizzare il sistema degli scali italiani (112 in tutto, 47 dei quali aperti a voli civili non di linea e 11 a uso esclusivamente militare) individuando quelli su cui è prioritario e strategico investire.

La proposta di Lupi suddivide l’Italia in 10 aree, per ognuna delle quali è stato individuato un aeroporto di primo livello, cioè di interesse strategico, sul quale investire: Malpensa per il nord-ovest, Venezia per il nord-est, Bologna per il centro-nord, Fiumicino per il centro, Napoli per la Campania, Bari per la zona mediterraneo-adriatica, Lamezia per la Calabria, Catania per la Sicilia orientale, Palermo per la Sicilia occidentale e Cagliari per la Sardegna. A questi si aggiunge il polo Firenze-Pisa, che sarà considerato strategico solo se saranno realizzate la gestione unica e l’integrazione societaria fra i due scali, per un totale di 11 aeroporti strategici di primo livello, contro i 31 previsti dalla proposta di piano precedente.

Altri 26 aeroporti civili aperti al traffico civile e commerciale – cioè Linate, Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Cuneo, Verona, Treviso, Trieste, Rimini, Parma, Ancona, Ciampino, Perugia, Pescara, Salerno, Reggio Calabria, Crotone, Comiso, Trapani, Pantelleria, Lampedusa, Brindisi, Taranto, Olbia e Alghero – definiti invece di interesse nazionale, rimarranno comunque di proprietà dello Stato e continueranno a beneficiarne del finanziamento. In totale, quindi il piano Lupi prevede 37 aeroporti prioritari, contro i 31 previsti lo scorso anno da Passera, per i quali lo sviluppo degli scali e delle infrastrutture di collegamento, sia viarie sia ferroviarie, saranno a carico dello Stato.

I restanti aeroporti, per lo più di interesse locale, non sono stati considerati prioritari e non saranno sostenuti dallo Stato: l’ipotesi è che quelli di proprietà dello Stato saranno ceduti alle Regioni, sulle quali ricadrà l’onere del finanziamento e che potranno disporne la chiusura o una diversa destinazione d’uso. L’iter del nuovo piano aeroporti prevede ora l’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni e, infine, l’adozione definitiva con decreto del Presidente della Repubblica.
Commenti
15:11
Lo dichiara Michele Pais, esponente della Lega ed ex Presidente del Consiglio regionale, commentando le notizie sull’acquisizione, da parte della Guardia di Finanza su delega della Procura regionale della Corte dei Conti, di documentazione relativa al futuro dello scalo di Cagliari-Elmas e all’integrazione dei tre aeroporti sardi



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