|
Sergio Ortu
21 ottobre 2005
Università, società consortile per i servizi ancora in alto mare
Per la quarta volta consecutiva infatti sembra non si sia raggiunto un accordo sulla bozza dell’atto costitutivo e statuto dell’ente che dovrà prima o poi fornire tutti i servizi necessari agli studenti dei corsi di laurea in architettura e scienze del mare presenti ad Alghero

ALGHERO - Non si vede la fine nell’iter burocratico per la costituzione della società consortile dei servizi universitari cittadini. Per la quarta volta consecutiva infatti sembra non si sia raggiunto un accordo sulla bozza dell’atto costitutivo e statuto dell’ente che dovrà prima o poi fornire tutti i servizi necessari agli studenti dei corsi di laurea in architettura e scienze del mare presenti ad Alghero. Nella riunione del Consiglio d’amministrazione dell’ateneo sassarese di lunedì scorso infatti, non è stata approvata la bozza presentata dal comune in quanto non condivisa sia “nella forma che nella sostanza”. Alla base dei problemi pare ci siano le solite questioni di autonomie gestionali e amministrative. La società consortile è composta da università e comune, ragion per cui le decisioni dovrebbero essere prese da entrambe le parti. Ma nelle bozze di statuto che vanno e vengono tra Sassari e Alghero si evidenzia a turno l’ambizione di avere più potere l’uno dell’altro. E come al solito il nodo è sempre la gestione dei fondi finanziari. A patire però questa situazione di stallo sono senz’altro gli studenti che a quattro anni dall’istituzione della sede universitaria ad Alghero non vedono migliorare i servizi a loro offerti. Dal comune sembra esserci sempre la massima disponibilità in termini di offerta di locali e strutture per la didattica e la voglia di far crescere l’università nella Riviera del Corallo, vera occasione di sviluppo e di crescita culturale, ma sul tema della società consortile non si riesce a raggiungere un’accordo con l’ateneo. Chi abbia ragione dei due soggetti istituzionali non è dato sapere, ma è chiaro che uno dei due dovrà mollare un po’ la presa se si vuole arrivare al decollo dell’indispensabile consorzio. Da rammentare che in città ancora non si parla di una casa dello studente, di convenzioni con strutture sportive, culturali mentre le famiglie di decine di studenti fuori sede pagano canoni da città turistica per affittare le stanze.
Commenti
|