Il consigliere regionale di Progetto Sardegna riconosce che ancora molto resta da fare nel settore sanitario ma rifiuta ogni attacco alla dirigenza nominata dal centro sinistra alla guida della Regione
ALGHERO - «Non esiste una bacchetta magica per risolvere i problemi della sanità». Risponde Mario Bruno alle accuse di inattivismo sferrate contro la Asl n.1, lanciate dai sindacati del personale paramedico dell’ospedale civile di Alghero che ieri hanno partecipato a Sassari allo sciopero indetto da Fsi, Ugl e Nursind.
Il consigliere regionale di Progetto Sardegna riconosce che ancora molto resta da fare nel settore sanitario ma rifiuta ogni attacco alla dirigenza nominata dal centro sinistra alla guida della Regione: «Il confronto con i vertici dell’azienda sanitaria è costante – ha detto – I vincoli derivano da una situazione di bilancio non semplice e da una finanziaria nazionale che limita gli interventi». Il problema, secondo Mario Bruno è la disomogenea distribuzione del personale tra i reparti.
A numerosi settori in sofferenza per carenza di personale ne corrispondono altrettanti dove si registra un esubero di lavoratori.
«L’attivazione di un sistema informativo efficiente attivato dai nuovi manager – evidenzia il consigliere regionale - consentirà all’azienda sanitaria locale di conoscere i livelli di produttività, verificare le unità operative che hanno personale in più, e quelle che hanno bisogno di rinforzi».
Altra strada da seguire è la razionalizzazione delle rete ospedaliera: «Eliminando doppioni di strutture e funzioni nel capoluogo sassarese il personale potrà essere dirottato nei reparti carenti anche del nostro territorio». Nel frattempo Mario Bruno ha preannunciato per il prossimo mese di novembre un nuovo incontro pubblico ad Alghero con l’Assessore Regionale alla sanità Dirindin e il direttore generale Bruno Zanaroli.
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