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Red
27 giugno 2005
Investire nella formazione dei giovani medici migliorerà l´assistenza sanitaria in Sardegna
E' l'appello di Alessandro Frau, consigliere regionale di Progetto Sardegna, il quale ricorda che per la Facoltà di Cagliari le Borse regionali sono scese da 72 a 56, alle quali si aggiungono quelle ministeriali, passate da 105 a 89 e a Sassari non va meglio: da 54 le borse regionali sono diventate 33, mentre il Ministero finanzierà solo 87 laureati, rispetto ai 104 dello scorso anno accademico

CAGLIARI - «Bisogna dare ai giovani medici la possibilità di completare la propria formazione, con una particolare attenzione per le specializzazioni che mancano negli ospedali sardi»: Alessandro Frau, consigliere regionale di Progetto Sardegna, invita la Settima Commissione ad aumentare i fondi per l’istituzione di Borse di Studio a favore dei laureati in Medicina e Chirurgia di Cagliari e Sassari. Domani, martedì 28 giugno, il parlamentino presieduto da Pierangelo Masia, dovrà discutere la delibera della Giunta Regionale che stanzia i finanziamenti per accedere alle Scuole di Specializzazione: «Al giorno d’oggi le Borse di Studio sono l’unico modo per entrare nelle Scuole di Specializzazione di Medicina e Chirurgia e rappresentano un’iniziale, anche se insufficiente, retribuzione per i giovani medici», ricorda Frau. Sia il Ministero sia la Regione hanno tagliato il numero delle Borse a disposizione: «Per la Facoltà di Cagliari le Borse regionali sono scese da 72 a 56, alle quali si aggiungono quelle ministeriali, passate da 105 a 89 – aggiunge il consigliere regionale – A Sassari non va meglio: da 54 le borse regionali sono diventate 33, mentre il Ministero finanzierà solo 87 laureati, rispetto ai 104 dello scorso anno accademico». «La situazione economica della Regione è sicuramente drammatica – commenta Alessandro Frau - Ma il numero delle Borse deve essere aumentato. Uno sforzo finanziario compiuto adesso non potrà che essere premiato in termini di qualità ed efficienza dell’assistenza sanitaria in un futuro molto prossimo». Per Frau bisogna garantire la possibilità di specializzazione a chi, dopo tanti anni di studio, è arrivato alla laurea in Medicina e Chirurgia, ma, avverte Frau, è anche ora di «attuare programmazione rigorosa che tenga conto delle reali necessità di specialisti nella nostra Regione. Abbiamo troppi specialisti in alcune branche come pediatria e ostetricia, mentre assistiamo ad una drammatica carenza di anestesisti, reumatologi, oculisti, cardiologi». Per questo, «Regione e Università devono lavorare di pari passo, sia per garantire la formazione di specialisti col massimo impegno economico e didattico, sia per soddisfare le reali necessità di molte figure specialistiche negli organici degli ospedali sardi».
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