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Red 21 giugno 2005
La Sardegna dichiara guerra alla peste suina
Ecco il piano di eradicazione
Il piano di eradicazione prevede una stretta collaborazione con l’assessorato alla Difesa dell’Ambiente e impone controlli severi per la regolamentazione del pascolo dei suini che dovrà avvenire solo in appezzamenti di terreno recintati. La Commissione Europea ha infatti imposto interventi puntuali e rigorosi, tra cui il divieto del pascolo brado


CAGLIARI - La Regione ha adottato un nuovo piano per contrastare la peste suina, un’epidemia ormai presente solo in Sardegna e che da decenni causa un grave danno all’economia isolana. Il Piano, firmato dall’assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin e approvato dalla Commissione Europea nel mese di marzo, prevede una serie di norme che, mirando a debellare la malattia, scongiurano il blocco totale alle esportazioni anche da territori non toccati dalla peste suina, e rendono invece possibile la commercializzazione di carni provenienti anche da zone sotto sorveglianza, purchè prodotte ad aziende che rispettino precisi programmi di autocontrollo. Il Piano ha bisogno di un forte sostegno da parte degli allevatori e delle amministrazioni locali. Per questo motivo l’assessorato ha organizzato una presentazione mercoledì 22 giugno a Nuoro, con inizio alle 10,30 presso la Camera di Commercio, in via Papandrea 8.
I lavori saranno aperti dall’assessore Dirindin e proseguiranno con l’intervento di Donatella Campus (Direttore del Servizio Prevenzione dell’assessorato alla Sanità) e di un rappresentante del Ministero della Salute. Domenico Rutili (del Centro di Referenza Nazionale Pesti Suine) e Sandro Rolesu (dell’Osservatorio Epidemiologico Veterinario Regionale – I.Z.S. della Sardegna) descriveranno la situazione epidemiologica. A Salvatore Montinaro (del Servizio Prevenzione)spetterà la presentazione delle linee principali del Piano, mentre Raffaele Piroddi (Servizio Prevenzione) tratterà gli aspetti legati alla commercializzazione dei prodotti di origine suina. La conclusione dell’incontro è prevista per le ore 13, dopo gli interventi dal pubblico e la discussione.
Il Piano di eradicazione prevede una stretta collaborazione con l’assessorato alla Difesa dell’Ambiente e impone controlli severi per la regolamentazione del pascolo dei suini che dovrà avvenire solo in appezzamenti di terreno recintati. La Commissione Europea ha infatti imposto interventi puntuali e rigorosi, tra cui il divieto del pascolo brado.
In Sardegna i primi casi di peste suina sono stati registrati addirittura nel 1975. Se ufficialmente l’epidemia è esplosa nel 1978, la limitazione alle esportazioni è scattata invece a partire dal 1999. Ora i Comuni che ricadono nell’Area ad Alto Rischio sono 93, quasi tutti nelle province di Nuoro e Ogliastra e in parte in quella di Sassari.
Dall’inizio del 2005 al 1° giugno sono stati registrati 57 focolai (10 in provincia di Nuoro, 24 in quella di Oristano e 23 in quella di Sassari), per un totale di 2669 suini abbattuti. Lo scorso anno 244 focolai hanno colpito oltre 380 allevamenti e provocato l’abbattimento di 17 mila capi.

Ecco una sintesi del Piano di eradicazione.

COMMERCIALIZZAZIONE DELLE CARNI SUINE
Rimangono in vigore le restrizioni già esistenti per le carni provenienti dalle zone ad alto rischio. È stato tuttavia individuato un percorso autorizzativo che consentirà alle aziende indenni, dotate di programmi di autocontrollo, di inviare i suini al macello anche se dovessero ricadere in zona di sorveglianza. Se il pericolo di blocco totale delle esportazioni dalla Sardegna è stato scongiurato, per la prima volta dopo molti anni sarà invece consentita l’esportazione di suinetti dalle zone indenni dall’epidemia, previ controlli sierologici eseguiti sulle madri.

AUTOCONTROLLO AZIENDALE
Saranno incentivate e maggiormente tutelate in caso di blocchi alla movimentazione le aziende che si doteranno di programmi di autocontrollo; in tali casi potranno essere concesse deroghe per consentire la macellazione dei suini anche da aziende che ricadono nelle zone di sorveglianza.

PASCOLO BRADO
Uno degli interventi più significativi imposti dall’Unione Europea è il divieto assoluto di pascolo brado per i suini. In tutto il territorio regionale il pascolo sarà sottoposto ad apposita regolamentazione e consentito solo in appezzamenti di terreno recintati. Anche gli appezzamenti di terreno concessi in usufrutto nei pascoli comunali dovranno essere regolamentati nello stesso modo. Per i suini che, in violazione della regolamentazione dei pascoli comunali, vengono allevati al pascolo brado abusivo, è previsto l’abbattimento e la distruzione senza alcun indennizzo.

MACELLAZIONI LOCALI
Per combattere il fenomeno delle macellazioni clandestine, i proprietari che lo desiderano potranno eseguire in azienda le macellazioni per autoconsumo familiare, avvalendosi comunque del controllo sanitario da parte dei veterinari; l’utilità di questi controlli assume oggi una un importanza evidente, alla luce dei casi di trichinosi verificatisi recentemente in provincia di Nuoro.

CACCIA GROSSA
In collaborazione con l’assessorato della Difesa dell’Ambiente, sarà recepita la normativa sanitaria nazionale e comunitaria sulla caccia grossa: i cinghiali abbattuti saranno sottoposti a controlli sanitari per accertare l’eventuale presenza della malattia. Nelle zone infette verranno messi in atto dei programmi di eradicazione della malattia, in collaborazione con i cacciatori.

VIGILANZA
Sarà messo in atto un piano di vigilanza che riguarda le aziende, i salumifici, gli agriturismo e gli esercizi di ristorazione, i mezzi di trasporto, i porti e gli aereoporti.

GESTIONE DEI FOCOLAI
In tutto il territorio regionale sarà adottata la metodologia delle Unità di Crisi Locali che, in adeguamento al manuale nazionale delle emergenze, prevede in ogni focolaio l’intervento di una squadra di veterinari, coadiuvati dalle forze dell’ordine.

ANAGRAFE DELLE AZIENDE SUINE
Con l’aiuto di venti veterinari coadiutori e altrettanti agenti tecnici, sarà verificata e aggiornata l’anagrafe delle aziende suinicole, che saranno sottoposte ad un programma di prelievi di sangue per i controlli sanitari. Sarà comunque rimosso il divieto alla registrazione di nuove aziende, anche nella provincia di Nuoro, purchè siano in grado di fornire elevate garanzie di biosicurezza.

INDENNIZZI IN SEGUITO AD ABBATTIMENTI
Anche la verifica del rispetto delle normative sanitarie, ed il conseguente eventuale diritto ai risarcimenti, saranno esaminati dall’Unità di Crisi Locale, coadiuvata dall’Unità di Crisi Regionale. In caso di violazione delle norme sanitarie sono previste pesanti sanzioni e, in caso di abbattimento degli animali, nessun indennizzo.

COORDINAMENTO TRA ENTI
L’Unità di Crisi Regionale, che ha un funzione di facilitazione nel coordinamento tra i vari enti responsabili dell’attuazione delle misure di controllo, sarà potenziata con l’inserimento di un funzionario del Ministero dell’Interno e di uno dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente, al fine di realizzare un miglior coordinamento delle azioni congiunte con le forze dell’ordine e con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.

Nella foto l’Assessore alla sanità Nerina Dirindin
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