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Stefano Idili 13 giugno 2005
Il Medioevo istituzionale fa fallire il referendum
E’ stato deplorevole assistere agli insistenti appelli al “non voto” da parte di numerosi personaggi ancora legati ad un’idea di stato ottocentesca in cui Stato e Chiesa convivono negli stessi palazzi


ALGHERO – E’ andato in scena l’ennesimo pastrocchio antidemocratico. Questo è ciò a cui gli italiani hanno potuto assistere in questi giorni di referendum. Vescovi, destra sociale, cattocomunismi vari, alti prelati, leader del centro-sinistra, intellettuali di bottega, giornali padani tutti contro l’unico strumento in mano al popolo per cambiare le leggi esistenti: il referendum. Ma ciò che ha sconvolto di più sono state le dichiarazioni sia del novello Papa ultra conservatore Ratzinger che di quello che d’ora in poi può essere considerato il suo chierichetto naturale: Francesco Rutelli, rappresentante massimo del centro-sinistra alle ultime politiche. E’ stato deplorevole assistere agli insistenti appelli al “non voto” da parte di questi personaggi ancora legati ad un’idea di stato ottocentesca in cui Stato e Chiesa convivono negli stessi palazzi. Ai perduranti richiami al voto, apparsi su tutti i media delle ultime lezioni amministrative è corrisposto, con la tornata referendaria, il più convinto appello al menefreghismo antidemocratico che possa esistere. Il tutto facendolo passare come terza via di scelta tra il voto per il “Si” e “No”. Dal voto come conquista democratica all’astensionismo di propaganda conservatrice. E i risultati si sono visti: il 25,9% ha votato, il quorum è fallito. Con buona pace di chi crede che i cittadini siano ancora dei sudditi da utilizzare a proprio piacimento, il risultato referendario conferma il medioevo istituzionale che il paese già da qualche tempo sta attraversando. In attesa del richiamo all’ordine per le politiche del 2006 prepariamoci alla non più remota possibilità che in Sardegna arrivino tonnellate di scorie inquinanti.

Nella foto: Francesco Rutelli e Papa Ratzinger
Commenti
23/3/2026
La netta affermazione del No al referendum costituzionale nell’Isola, con quasi il 60% del consenso, testimonia una partecipazione consapevole e una presa di posizione determinata da parte delle cittadine e dei cittadini sardi
23/3/2026
Il risultato del referendum sulla separazione delle carriere racconta molto più di una semplice scelta tecnica sull’ordinamento giudiziario
10:08
Ha vinto il No, e in democrazia il verdetto delle urne si rispetta. Viva il No, perché rappresenta la volontà popolare, che è e resta sovrana. Non posso tuttavia nascondere il mio rammarico per un esito che non condivido
24/3/2026
Con un´affluenza di quasi il 60% degli aventi diritto, i cittadini italiani hanno espresso la loro volontà di difendere l´indipendenza della magistratura e la tutela dei diritti fondamentali con percentuali importanti
23/3/2026
Ad Alghero il 60% dei cittadini ha scelto il No. Non come gesto episodico, ma come espressione di una comunità che ha deciso di misurarsi, con serietà, sui principi fondamentali della nostra costituzione



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