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Stefano Idili
4 giugno 2005
La Giunta Soru approva la bozza del Piano Sanitario
Il documento si concentra sulla cura di alcune malattie di cui i sardi soffrono particolarmente, indica gli obiettivi del sistema sanitario isolano e individua gli strumenti per il suo funzionamento, proponendosi di sostituire il precedente Piano approvato nel lontano 1985

CAGLIARI - La Giunta Soru ha approvato ieri la bozza preliminare del Piano Sanitario Regionale predisposta dall’assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin. Il documento si concentra sulla cura di alcune malattie di cui i sardi soffrono particolarmente, indica gli obiettivi del sistema sanitario isolano e individua gli strumenti per il suo funzionamento, proponendosi di sostituire, dopo vent’anni, il precedente Piano approvato nel lontano 1985. La bozza preliminare è stata condivisa nella impostazione e nei contenuti dalla Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria. Ora sarà oggetto di un ampio confronto con i tutti i soggetti interessati al miglioramento della sanità ed entro un mese verrà approvato in via definitiva dalla Giunta, per poi passare all’attenzione della Commissione Sanità e dell’assemblea del Consiglio regionale che dovrà discuterlo e votarlo. Compete infatti al Consiglio l’adozione di ogni atto di programmazione sanitaria. Il Piano Sanitario 2006-2008 (che, insieme al Piano Sociale approvato dalla Giunta lo scorso 11 febbraio, costituisce il Piano Regionale dei Servizi Sociali e Sanitari) si articola di tre parti. La prima si concentra sugli obiettivi di salute, la seconda propone obiettivi di sistema, la terza individua gli strumenti per il funzionamento del sistema. «Il modello di pianificazione che abbiamo adottato è quello che definisce obiettivi generali e azioni prioritarie, rinviando a specifici documenti di attuazione i singoli aspetti di dettaglio», spiega l’assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin. «D’altra parte, l’assenza da vent’anni di un Piano Sanitario ci imponeva l’adozione di uno strumento snello a partire dal quale si potessero avviare azioni concrete di riordino e riammodernamento dell’intero sistema sanitario della Sardegna». Continua l’Assessore nella spiegazione del Piano: «compie delle scelte precise», continua l’assessore, «con l’intenzione di innescare un processo virtuoso nella sanità sarda. La prima è quella di porsi degli obiettivi di salute e non solo di produzione di servizi. Abbiamo privilegiato le malattie di cui i sardi soffrono maggiormente o nella cui cura esistono gravi carenze». Il Piano indica le strategie e gli strumenti per contrastare in particolar modo il diabete, le malattie rare, le demenze, la scelrosi multipla, le malattie cardiologiche, quelle reumatiche, i tumori e il disagio psichico. «Ma gli obiettivi del Piano sono anche quelli di giungere ad un riordino del sistema attraverso il lavoro in rete delle strutture e degli operatori che saranno chiamati a umanizzare il servizio sanitario”, spiega Dirindin. “I cittadini dovranno trovare nel territorio, e non solo negli ospedali, la risposta ai loro bisogni di salute, grazie ad una forte integrazione fra l’offerta dei servizi sanitari e sociali».
Nella foto: Nerina Dirindin
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