Ai numerosi cittadini presenti in sala è stato illustrato il nuovo piano e il disegno di legge di riordino dei servizi sociali, che a breve saranno esaminati dalla Commissione Consiliare competente e successivamente dal Consiglio Regionale
ALGHERO - "Il nuovo piano socio-assistenziale della Regione Sardegna. La persona al centro." Attorno a quest’argomento si è svolto ieri, 27 aprile, nella sala convegni del Chiostro di San Francesco un incontro-dibattito, organizzato dal Gruppo Consiliare Progetto Sardegna in Regione, in collaborazione con l´Associazione Culturale "Un´Isola".
Ai numerosi cittadini presenti in sala è stato illustrato il nuovo piano e il disegno di legge di riordino dei servizi sociali, che a breve saranno esaminati dalla Commissione Consiliare competente e successivamente dal Consiglio Regionale. L’incontro era mirato al coinvolgimento della cittadinanza, come sottolineato da Mario Bruno, consigliere regionale di Progetto Sardegna, il quale ha anche messo in evidenza che il ruolo primario del piano di riordino è quello di garantire una vita migliore a tutti «non per buon cuore –così Bruno– né per assistenzialismo, ma per dovere nei confronti dell’intera società». Quindi è stata la volta della relazione esplicativa del Piano Sociale, che nella sua intera stesura è disponibile sul sito della Regione Sardegna. Il programma per il riordino dei servizi sociali si riassume in alcuni punti fondamentali, che hanno ispirato la sua redazione: il riconoscimento della dignità della persona, la centralità delle comunità locali, il valore e ruolo delle famiglie, la partecipazione attiva dei cittadini, la reciprocità come risorsa sociale nelle iniziative di auto–aiuto e l’autonomia e vita indipendente. Come già segnalato dal titolo dell’incontro, si tratta quindi di uno strumento rivisitato e rinvigorito negli aspetti che cercano di fornire agli utenti un servizio che vada oltre gli stereotipi e le indicazioni generiche, ravvisate dall’attuale maggioranza in Regione piani socio–assistenziali precedenti.
L’intervento successivo è stato curato dalla pedagogista e dirigente dell´ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna), Rita Polo, la quale ha ribadito l’importanza di azioni integrate, in un nuovo clima di armonia e collaborazione tra Asl, Enti, Comuni e Regione e illustrato alla platea le esperienze e le prospettive in Sardegna del "nuovo welfare". Sempre sulla scia della collaborazione e delle sinergie nell’ambito degli interventi in campo sociale e sanitario è intervenuto Roberto Doneddu, esperto di politiche sociali e del lavoro, docente dell´Università di Cagliari, che ha spiegato il metodo della co-progettazione con gli attori-chiave del territorio.
Il dibattito si è poi ampliato attraverso alcuni interventi del pubblico, che, nelle intenzioni dei tecnici che hanno elaborato il piano, hanno, o perlomeno dovrebbero avere, il pregio di apportare validi suggerimenti per il miglioramento dei provvedimenti. Le richieste e i commenti dei cittadini si aggiungeranno così alle osservazioni e contributi degli enti locali, dei sindacati, degli operatori, delle associazioni di volontariato, delle imprese sociali e delle famiglie.
Nella foto: Mario Bruno
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